• UN TWEET CONTAGIOSO E STUDIATO

L'eroina di Frozen deve essere lesbica...agghiacciante

Una 16enne chiede alla Disney che il seguito del popolare la Regina dei ghiacci abbia una compagna. La campagna sui social ottiene oltre 19mila retweet. Ma la deriva parte da lontano. Negli Usa un istituto di ricerca teorizza come l'industria dei film debba abbracciare nuove storie LGBT per essere competitiva.

Una scena di Frozen

L’iniziativa di alcuni personaggi di Twitter, che con l’hashtag #GiveElsaaGirlfriend tempestano la piattaforma di microblogging con frasi d’amore strampalate e statistiche raffazzonate, sta prendendo piede in America e negli stati anglofoni ma, almeno, non ancora in Italia. 

Frozen è un film uscito nel 2013 per i tipi della Disney che ha riscosso un enorme successo nel pubblico infantile e adolescente. Le vicende di Elsa, la regina dei ghiacci, seguono la trafila delle classiche storie della Disney: una trama semplice condita con personaggi simpatici (come un pupazzo di neve vivente di nome Olaf) e con una colonna sonora di tutto rispetto (Let it go, la canzone più famosa della soundtrack, è diventata bandiera LGBT, per dire). Insomma: la ricetta perfetta - e forse un po’ abusata - di quello che è un film riuscito a tavolino, prima ancora di approdare nelle sale.

Sulla qualità del film d’animazione non ci vogliamo esprimere: un po’ per incompetenza tecnica, un po’ perché non è l’argomento che vogliamo porre in questione. Ciò che interessa sottolineare è che la libertà di licenza lasciata ad alcuni gruppi - e spesso tolta ad altri - va spesso a discapito di coloro che ancora sono i più indifesi nella gestione nella digestione dei messaggi: i bambini, ovvero il pubblico a cui Frozen 2 - il sequel del film del 2013 - vuole parlare.

La creatrice dell’hashtag è tal Alexis Isabel, diciassettenne messicana e scrittrice per MTV. Alexis Isabel è anche l’autrice del blog feministculture.com, dove nella intro dichiara di essersi avvicinata alle tematiche del femminismo, con cognizione di causa, all’età di 16 anni. Inizialmente, @lexi4prez si è limitata a consigliare alla Disney di rendere Elsa una principessa lesbo. Quindi, subito dopo, la prima comparsa dell’hashtag #GiveElsaAGirlfriend, che adesso vanta quasi 1.900 retweet.

Ma da dove sorge questa richiesta - munita di bile astiosa contro il bigottismo imperante del mondo retrogrado che vorrebbe per Elsa un principe -? La risposta è abbastanza semplice. Il report annuale GLAAD 2016, volto a studiare la presenza della ricorrenza e della qualità delle figure lesbo, gay, transgender o bisessuali all’interno dei film delle maggiori case di produzione, ha fornito un dato abbastanza interessante: solo il 17,5% delle 126 uscite dei maggiori studios includono un personaggio omosessuale. Un dato che non è aumentato di una virgola rispetto all’anno precedente. Sarah Kate Ellis, presidentessa del GLAAD, ha dichiarato: «L’industria dei film deve abbracciare nuove storie inclusive di elementi LGBT per rimanere rilevanti e competitive».

Il problema - quindi - è sempre l’imposizione di una cultura, che questa volta dovrebbe toccare ancora i giovani. Tuttavia, mentre la diciassettenne Alexis Isabel cavalca l’onda del suo successo pilotato e la Disney non risponde in alcun modo al flame di contenuti che l’hashtag sta generando, rimane un dato positivo. In Italia i tweet con quell’hashtag sono  - a martedì 4 maggio - 32: una miseria.