• DENUCLEARIZZAZIONE

Le promesse della Corea del Nord alla prova dei fatti

Martedì nuovo incontro storico in Corea. E’ la prima volta, infatti, che un presidente del Sud, Moon Jae-in, si è recato in visita di Stato a Pyongyang, per incontrarvi Kim Jong-un. Viene ribadito l'impegno alla denuclearizzazione della penisola. Saranno ammessi ispettori internazionali. Quanto è sincero Kim? Secondo l'Onu, non molto.

Lo storico incontro di Moon e Kim

Martedì si è tenuto un nuovo incontro storico in Corea del Nord. E’ la prima volta, infatti, che un presidente del Sud, Moon Jae-in, si è recato in visita di Stato a Pyongyang, capitale del Nord, per incontrarvi Kim Jong-un, dittatore del “regno eremita”. Ieri l’incontro ha prodotto la firma di un documento con cui Kim si impegna alla denuclearizzazione della penisola. Siamo di fronte a una svolta, o è solo una cortesia di facciata?

Nella conferenza stampa congiunta, sia Kim che Moon hanno ribadito il loro impegno alla denuclearizzazione completa della penisola coreana. Quali garanzia sono fornite, specialmente dal regime del Nord? In base all’accordo firmato dai due capi di Stato, gli ispettori internazionali saranno ammessi nel territorio nordcoreano per verificare l’opera di smantellamento dei siti missilistici e nucleari, a partire dal sito di Sohae per il lancio di “satelliti” (leggasi: missili balistici intercontinentali). Foto satellitari di questi mesi confermano che i nordcoreani stiano lavorando per la disattivazione dell’area di lancio. Il Nord promette, per il prossimo futuro, anche di chiudere in modo permanente la centrale di Yongbyon, dove avviene il processo di arricchimento dell’uranio (per ricavarne materiale utile per le testate nucleari). Il regime di Pyongyang chiede però che gli Usa compiano “i passi corrispondenti”, come concordato nel summit fra Kim e Trump di giugno a Singapore. Per la chiusura di Yongbyon, comunque, non si è detto nulla di specifico sull’ammissione di ispettori internazionali.

Altre clausole dell’accordo siglato ieri prevedono la costituzione di una commissione militare congiunta di Nord e Sud Corea per un maggior coordinamento fra le forze armate dei due Stati, onde evitare altri incidenti militari. Kim Jong-un ha promesso di visitare la Corea del Sud nel prossimo futuro. Ricambiando la visita, si tratterebbe, anche in questo caso, di una prima volta di un dittatore nordcoreano in viaggio di Stato nel Sud. Nel lungo periodo, il presidente Moon ha promesso che lavorerà assieme alla controparte nordcoreana per preparare le Olimpiadi del 2032, candidandosi come fossero un unico paese.

Al di là della facciata, è lecito chiedersi quanto sia sincero lo sforzo per la pacificazione della Corea. Da parte del Nord, soprattutto, i negoziati sono finora serviti a prender fiato e completare il programma nucleare. Gli Stati Uniti mantengono, in questo processo, un atteggiamento molto prudente. La Corea del Nord ha sospeso tutti i test missilistici e nucleari. Ha fatto saltare in aria parte del sito nucleare di Pungyye-ri e ha restituito agli Usa i resti dei soldati fatti prigionieri nella Guerra di Corea (1950-53). Vi sono tuttavia rapporti, dall’Onu, sulla prosecuzione di un programma nucleare nordcoreano. “Sono stati fatti progressi sulla costruzione della fiducia e sulla riduzione delle tensioni militari, ma ci sono segnali che la Corea del Nord sta mantenendo il suo programma nucleare e balistico”, ha dichiarato lunedì Rosemary DiCarlo, capo degli affari politici dell'Onu, durante una sessione del Consiglio di Sicurezza chiesto dagli Stati Uniti. Nikki Haley, ambasciatrice degli Usa all’Onu, ricorda che: “Il vertice Trump-Kim ci ha portato sulla strada della completa denuclearizzazione , ma non siamo ancora a quel punto. E fin quando non ci arriveremo, non dobbiamo allentare le potenti sanzioni internazionali in vigore”. La Haley ha accusato la Russia di aggirare le sanzioni e dunque di sabotare il processo di pace: “La Russia ha imbrogliato sulle sanzioni imposte dal Consiglio di Sicurezza alla Nord Corea con sistematiche violazioni, e sta lavorando per indebolire le misure restrittive”.

Il presidente Usa, Donald Trump, secondo notizie ufficiose, avrebbe promesso a Kim Jong-un di firmare una dichiarazione di pace. Potrebbe avvenire nel corso di un prossimo vertice fra Usa e Nord Corea, non ancora programmato, né annunciato, su cui la Casa Bianca starebbe lavorando. La mancata firma è tuttora fonte di frustrazione per i vertici nordcoreani. Ma, se una dichiarazione di pace dovesse risultare prematura, l’effetto sarebbe solo quello di legittimare lo status di potenza nucleare della Corea del Nord. L’opposto, insomma, di quello a cui mirano gli Usa: la completa denuclearizzazione della penisola e la fine della guerra.