a cura di Benedetta Frigerio
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La persecuzione dei cristiani in India si è intensificata durante l’Avvento

 

In India è finita nel mirino del governo la più grande scuola cristiana, aperta da 48 anni, la Mount Carmel School di Delhi, con circa 3.000 allievi e 250 insegnanti. È stata accusata di aver aumentato nel 2016 le tasse senza avvisare le autorità e senza permesso governativo e con questo pretesto l’amministrazione cittadina ha deciso di toglierle lo status di istituto scolastico. Il declassamento inizierà il 1° aprile 2019.  Il governo nazionalista asseconda gli induisti che attaccano le scuole cristiane. L’agenzia di stampa AsiaNews ricorda, nel riportare la notizia, il caso del college cattolico di Vidisha, nello stato del Madhya Pradesh, dove addirittura a gennaio gli induisti pretendevano di celebrare un rito indù in onore di “Madre India”. “L’obiettivo è porre sotto controllo le scuole delle minoranze” spiega il preside della Mount Carmel School a cui a dicembre è pervenuto l’avviso che i titoli rilasciati dalla sua scuola non saranno più validi e che gli allievi verranno trasferiti nelle scuole pubbliche”. L’ostilità degli induisti nei confronti dei cristiani si manifesta, come è noto, in vari modi tra cui gli atti vandalici ai danni chiese. Il più recente di cui si ha notizia si è verificato il 14 dicembre nel villaggio di Chapatoli, nello stato dell’Assam, dove i vandali si sono accaniti contro il crocifisso e contro la statu di Maria nella grotta della Madonna. Nelle stesse ore nel Tamil Nadu un gruppo di cantori è stato aggredito mentre eseguiva canti di Natale. 16 persone del Brethren Outreach Team sono stati malmenati con ferocia da circa 150 persone, riporta AsiaNews, che non volevano fossero eseguiti gli inni natalizi.