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La mamma di un ragazzo gay al Papa: "le tue parole mi hanno ferito"

Al Forum italiano delle associazioni familiari il Papa ebbe a dire: “La famiglia, immagine di Dio, è una sola, quella che unisce un uomo ed una donna”. Una madre di un giovane figlio omosessuale, impegnata in realtà cattoliche progressiste, prende carta e penna e scrive una lettera aperta al Papa pubblicata su Repubblica. Riportiamo alcuni stralci con relativi nostri commenti.

“Se il loro amore [la relazione tra il figlio Emanuele e quello del suo compagno] non è immagine di Dio, neanche il nostro lo sarà. Perché noi quel Dio non lo conosciamo. Ne conosciamo un altro, quello di cui parlava Gesù”. Ecco che ogni moto affettivo, anche quello intrinsecamente disordinato, diventa amore ed ecco un classico esempio di autocostruzione del cristianesimo: se la Chiesa insegna cose a noi poco gradite possiamo sempre dire che quel Dio cattolico non è il vero Dio di Gesù Cristo.

“Un Dio di parte, che sceglie di condividere il cammino di un popolo di schiavi, che si fa complice dei piccoli, che si schiera con coloro che sono emarginati dai poteri politici e religiosi di tutti i tempi”. Dio non si fa complice del peccato e quindi, in questo caso, del peccato di omosessualità. Si schiera con gli ultimi, non coloro che primeggiano nell’errore.

“L’immagine di Dio non appartiene a noi né a nessun altro. Non si lascia intrappolare, sfugge ai tentativi degli uomini di possederla e usarla, piegandola ai propri scopi”. Per la verità Dio si è rivelato e possiamo trovarlo, per sua volontà, nella Chiesa cattolica.

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