a cura di Anna Bono
  • Ghana

La Conferenza episcopale del Ghana contro l’emigrazione clandestina dei giovani

 

Nel 2017, secondo dati governativi ufficiali, sono stati rimpatriati dalla Libia in Ghana 4.092 cittadini emigrati clandestinamente. Il dato è contenuto nella dichiarazione pubblicata il 20 novembre dalla Conferenza episcopale del Ghana al termine dell’Assemblea annuale plenaria svoltasi a Techiman, nella regione di Brong Ahafo, la terza del paese per numero di abitanti e dove a rientrare sono state ben 1.562 persone. “I nostri incontri a Techiman – si legge nel documento pervenuto all’agenzia di stampa Fides – ci hanno permesso di ascoltare le lamentele delle autorità politiche locali e tradizionali, del vescovo locale e di altri sulla marea di migranti irregolari che partono (…) dall’intera regione”. I vescovi si dicono “rattristati dalla sciagurata perdita di vite nel deserto e nel Mediterraneo di giovani donne e uomini che si imbarcano in questi pericolosi viaggi. Condividiamo l’ansia delle famiglie che hanno perso i contatti con i loro cari e preghiamo perché tornino sani e salvi”. La Ceg da anni affronta il problema dell’emigrazione clandestina: richiama i governi africani alle loro responsabilità, denuncia il “cancro endemico” della corruzione, chiede ai giovani di “mettere a frutto in patria i talenti donati loro da Dio”. “Incoraggiamo i giovani africani a rimanere nei loro paesi e a lavorare sodo per guadagnarsi da vivere  – non si stancano di esortare i vescovi del Ghana – devono comprendere che l’Europa e altre aree al di fuori dell’Africa non garantiscono automaticamente conforto e piacere”. In concreto la Conferenza episcopale contribuisce a ridurre la disoccupazione giovanile con programmi e investimenti dedicati a loro.