a cura di Benedetta Frigerio
  • Bangladesh

La Chiesa augura ai musulmani un felice Eid-ul-Fitr

Monsignor Bejoy N. D’Cruze, presidente della Commissione episcopale per l’Unità dei cristiani e il dialogo interreligioso, in occasione dell’Eid-ul-Fitr, la festa che celebra la fine del mese sacro del Ramadan, ha rivolto un messaggio di auguri ai 146 milioni di musulmani del paese a nome di tutta la Chiesa cattolica del Bangladesh. “Porgo i miei saluti ai nostri fratelli e sorelle musulmani – ha detto – l’Eid è la festa religiosa islamica più importante e gioiosa. Il mese del Ramadan è un tempo di sacrificio a Dio. È il tempo in cui fratelli e sorelle musulmani trascorrono l’interno giorno nel digiuno, in preghiera e facendo offerte, ricevendo così la grazia di Dio. Per questo dopo il periodo di astensione dal cibo, l’Eid porta una gioia immensa”. Gli appelli all’armonia e alla tolleranza  tra cristiani e musulmani giungono in un momento di tensione per l’accresciuto timore di attentati. A maggio, dopo quelli di Pasqua nello Sri Lanka, il governo bengalese ha deciso di intensificare la sorveglianza alle chiese di tutto il paese e in particolare a quelle più a rischio come la cattedrale di Nostra Signora del Santo Rosario di Patherghata. “In passato c’erano tre agenti di fronte al portone d’ingresso della chiesa, ora invece ce ne sono 10 – ha spiegato all’agenzia AsiaNews padre Kamal Corraya, parroco della chiesa di Tejgaon a Dhaka, la capitale – dopo i massacri nello Sri Lanka, ci siamo riuniti con i membri del consiglio parrocchiale e abbiamo deciso di aumentare la sorveglianza, soprattutto durante le messe della domenica”. Il sacerdote, riporta AsiaNews, ha diffuso un avviso a tutti i fedeli, invitandoli a non portare in chiesa borse di grandi dimensioni: “Le guardie di sicurezza non sanno chi sono i cattolici – ha inoltre spiegato – quindi devono controllare le borse di chiunque entri in chiesa”. In alcune città la polizia ha incontrato i sacerdoti per avvisarli del pericolo di attentati e aiutarli a prevenirli. Nella diocesi di Barisal l’incontro si è svolto nella chiesa cattolica di Narikelbari alla presenza di 92 tra parroci e pastori protestanti. La polizia, riferisce padre Loton Gomes, assistente della parrocchia, ha fornito “qualche suggerimento utile, come quello d’installare telecamere di videosorveglianza, aumentare le guardie ed evitare le borse capienti. Dobbiamo nutrire sospetti su persone che non conosciamo e che potrebbero tentare di fuggire alla richiesta d’identificazione da parte degli agenti”.