a cura di Benedetta Frigerio
  • India

In India attaccate altre due scuole cattoliche nel giro di pochi giorni

Il 23 aprile la Christ Primary School, nel distretto di Palghar dello stato indiano del Maharashtra, è stata attaccata dai militanti dell’organizzazione nazionalista indù Antarrashtriya Hindu Parishad, affiliata al gruppo paramilitare di estrema destra Vishwa Hindu Parishad. I vandali hanno rotto i vetri delle finestre della scuola e prima di andarsene hanno esposto all’esterno dell’edificio uno striscione in cui si invitavano le famiglie a non mandare più i figli in quella scuola. La rappresaglia è stata decisa in seguito alla diffusione della notizia, peraltro falsa, che 14 insegnanti della scuola avevano costretto degli allievi a convertirsi al cristianesimo. Sempre in India, il 25 aprile un incendio doloso è divampato causando gravi danni alla St. Joseph Higher Secondary School di Sugnu, nello stato del Manipur, la seconda più antica scuola dello stato, costruita 55 anni fa per consentire ai bambini poveri dei tribali locali di ricevere un’istruzione scolastica. Vi sono iscritti 1.400 allievi. Nell’incendio sono andati distrutti anche tutti i registri e i documenti scolastici. L’agenzia Asia News spiega che ad appiccare il fuoco è stato il gruppo studentesco Kuki Student Union su istigazione di un leader politico del distretto, padre di una allieva che, insieme ad altri cinque studenti, è stata sospesa per un mese, un provvedimento disciplinare adottato il 19 aprile nei loro confronti per aver diffuso sui social un video in cui insultavano un insegnante durante una lezione. L’uomo aveva chiesto la revoca della sospensione e avendo ricevuto risposta negativa ha organizzato la vendetta.