a cura di Benedetta Frigerio
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In Cina è stata chiusa un’altra chiesa protestante

Il 23 marzo è stata chiusa la chiesa di Shouwang, con oltre mille seguaci una delle più grosse comunità protestanti della capitale della Cina, Pechino, con l’accusa di non volersi iscrivere presso gli uffici governativi come “organizzazione sociale”. Oltre a mettere i sigilli alla chiesa, le autorità hanno chiuso tutte le organizzazioni sussidiarie della comunità e ne hanno confiscato i beni. Al pastore Zhang Xiaofeng hanno ordinato di firmare una dichiarazione in cui si dice che la chiesa “ha condotto attività come organizzazione sociale senza registrazione, in violazione del Regolamento sugli Affari religiosi e le normative sulla registrazione e gestione delle organizzazioni sociali”. In realtà la chiesa nel 2006 aveva presentato domanda di iscrizione all’Ufficio per gli affari etnici e religiosi del distretto di Haidian che però era stata respinta perché il pastore capo Jin Tianming, fondatore della chiesa nel 1993, non era riconosciuto dallo stato e quindi non era autorizzato al lavoro pastorale. Nel 2009 la comunità ha acquistato un’area di 5.000 metri quadri per svolgervi le proprie attività, ma le autorità non ne hanno mai permesso l’uso. Dal 2011 i membri della comunità hanno incominciato a riunirsi all’aperto, in luoghi pubblici e per questo molti di loro sono stati arrestati. Nell’aprile del 2012 il pastore Jin è stato posto agli arresti domiciliari e 169 fedeli sono stati arrestati. I pastori non autorizzati come Jin sono molti. Continuano a servire nelle chiese protestanti non registrate che contano in tutto tra gli 80 e i 90 milioni di fedeli mentre quelli del Movimento delle tre autonomie che comprende le comunità protestanti riconosciute dal regime sono circa 20 milioni.