a cura di Anna Bono
  • Francia/Gran Bretagna

In aumento gli emigranti illegali che tentano la traversata della Manica

Il 28 agosto il ministro dell’interno britannico e quello francese, Priti Patel e Christophe Castaner, si sono incontrati per discutere su quali misure adottare per impedire agli emigranti illegali di raggiungere la Gran Bretagna attraversando la Manica su piccole imbarcazioni o percorrendo il tunnel sotto la Manica, nascosti in mezzi pesanti e container.  Il fenomeno è nettamente aumentato nel 2019. Via mare i tentativi di attraversare lo stretto della Manica sono più che raddoppiati: 1.473 gli emigranti e 157 le imbarcazioni dall’inizio dell’anno rispetto ai 586 emigranti su 78 imbarcazioni nel 2018. La prefettura francese cerca invano di far capire agli emigranti che attraversare la Manica, una delle zone marittime più frequentate, è estremamente pericoloso. D’altra parte lo è meno che tentare il viaggio nel tunnel purché si affronti la traversata su imbarcazioni dotate di un buon motore e con condizioni di tempo favorevoli. In effetti molte traversate hanno successo e questo spinge gli emigranti a provare. Nel 2019 quasi 100 battelli sono arrivati a destinazione, con a bordo in tutto 1.109 emigranti illegali, e solo 60 sono state intercettate dalle autorità francesi. Tuttavia, benché più rischiosi, i viaggi via terra sono di gran lunga più frequenti. Dall’inizio dell’anno 9.732 persone sono state individuate al porto di Calais e 6.054 nell’Eurotunnel. A scegliere la traversata via mare pare siano soprattutto degli emigranti di origine iraniana e irachena, arrivati di recente. Il mercato dei viaggi illegali è in mano ad afgani, curdi e sudanesi. Il passaggio costa da 5.000 a 8.000 euro.