• DOPO LO SHUTDOWN

Immigrazione Usa: niente muro, se non è "intelligente"

Perdono tutti, Democratici e Repubblicani, per la sospensione delle funzioni del governo federale durata 35 giorni e provocata dal mancato accordo sul finanziamento del muro, al confine con il Messico. Ora i Democratici sveleranno il loro piano di muro "intelligente".

Posto di frontiera di El Chaparral

Lo "shutdown" è finito venerdì scorso, quasi un milione di dipendenti pubblici del governo federale, in ogni settore, hanno ripreso a lavorare questa settimana o potranno di nuovo ricevere lo stipendio dopo un mese di lavoro gratuito nei settori che non potevano essere chiusi. Il Congresso ha comunque approvato il pagamento degli arretrati: il mese scorso non sarà perso, dunque. Il muro al confine con il Messico non ci sarà. Era quella la causa del braccio di ferro fra Donald Trump e i Democratici del Congresso, all’origine dello shutdown, cioè della sospensione (per mancata approvazione del finanziamento) delle attività non essenziali del governo federale. Ha perso Trump, almeno nel breve periodo. Ma dal prossimo mese, i Democratici dovranno presentare un loro piano per il contrasto all’immigrazione illegale.

Chi ha vinto e chi ha perso? Stando ai sondaggi dell’opinione pubblica, attualmente hanno perso entrambe le parti. Nel corso dei 35 giorni di shutdown, la presidente democratica della Camera, Nancy Pelosi, che ha guidato la trattativa con il presidente repubblicano, ha subito un calo di consensi abbastanza drastico. Secondo un sondaggio Nbc/Wsj, da dicembre a gennaio 2019, le persone che dicono di avere un’opinione “molto negativa” della presidente della Camera sono cresciuti dal 28 al 34%. In tutto, le persone che vedono negativamente o molto negativamente la Pelosi sono il 47%. Secondo la media dei sondaggi, effettuata dal sito Real Clear Politics, il tasso di disapprovazione è al 48,5%. Mentre il tasso di approvazione è fermo a 34,6%. Dati negativi anche per lo stesso presidente Donald Trump, il cui tasso di approvazione è 40,5%, comunque superiore a quello di Nancy Pelosi, ma in calo. Sempre molto alta la percentuale degli americani che hanno un’impressione negativa del loro presidente: 55% stando alla media dei sondaggi. Un dato importante, ma solo fino a un certo punto: risultava impopolare, all’incirca, allo stesso modo anche prima delle elezioni del 2016… che però ha vinto. Restando al Congresso, sempre secondo il sondaggio Nbc/Wsj, il consenso per il Partito Democratico, da dicembre a gennaio è crollato dal 39 al 35%. Sostanzialmente pari con il Partito Repubblicano (minoranza alla Camera), attestato sul 34% dei consensi.

Il problema per i Democratici è che adesso tocca a loro giocare la carta dell’immigrazione. La Pelosi, per ottenere un accordo con il presidente e porre fine allo shutdown, ha promesso tutto il possibile per la sicurezza della frontiera. Vi saranno dunque nuovi stanziamenti per addestrare ed equipaggiare nuove guardie di frontiera, comprare nuovi droni di sorveglianza, costruire nuovi apparati di sorveglianza e di detenzione per gli immigrati illegali in attesa di riconoscimento. Trump aveva promesso il muro, perché era il metodo più semplice (e meno costoso) per integrare tutti i sistemi di cui sopra. I Democratici si sono dati tre settimane di tempo per discutere quello che loro chiamano “il muro intelligente”, basato su sistemi di sorveglianza elettronica e su un aumento del personale. Il costo, stando alla proposta democratica della settimana scorsa, è all’incirca uguale a quello per il muro di Trump. Se per ragioni umanitarie, invece, i Democratici dovessero fare un passo indietro, si tornerebbe allo stallo di prima. Trump, in pratica, potrebbe lasciare ai Democratici l’approvazione di uno dei più rigidi sistemi di controllo alla frontiera mai progettati.

Nel frattempo, il caos provocato dal dibattito è stato inteso dai passatori come una luce verde per incrementare il traffico di esseri umani. Stando a un’inchiesta del Wall Street Journal, condotta nei posti più remoti della frontiera meridionale, gli attraversamenti illegali del confine sono aumentati esponenzialmente nei mesi invernali. Ad Antelope Wells, un luogo deserto in cui il confine è segnato da una rete che viene aperta sei ore al giorno, gruppi di 100 o più immigrati hanno attraversato la frontiera illegalmente per almeno 25 volte da ottobre. Nello stesso periodo di tempo, nel settore di El Paso, sono stati arrestati 24mila immigrati per ingresso illegale. Cinque volte di più rispetto ai 4849 arresti fra ottobre e dicembre 2017.

Oltre alla sicurezza alla frontiera, fra i perdenti si annovera anche l’economia americana. Ma i 35 giorni di shutdown hanno provocato danni molto più lievi di quanto non si possa immaginare: 3 miliardi di dollari di mancata produzione. In termini di crescita del Pil prevista, la Morgan Stanley registra una flessione dello 0,5%: si prevede una crescita dell’1,7% del Pil nel prossimo trimestre, invece del previsto 2,2%. Si può vivere senza governo federale, constatano molti conservatori e libertarians, fortemente anti-statalisti, che hanno sostenuto Trump e che in cuor loro, forse, speravano che il governo non riaprisse neppure i battenti.