• CRISI DI GOVERNO

Il voto si avvicina, inizia già la campagna elettorale

Il percorso verso le elezioni anticipate appare irreversibile, a meno di colpi di scena dell’ultim’ora. La sessione di bilancio annuale potrebbe indurre il Quirinale a consultazioni-lampo che certifichino l’impossibilità di dar vita ad altre maggioranze e la necessità di sciogliere al più presto le Camere.

Matteo Salvini

Il percorso verso le elezioni anticipate appare irreversibile, a meno di colpi di scena dell’ultim’ora. La Lega ha presentato in Senato una mozione di sfiducia al premier Giuseppe Conte. Il Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati ha convocato per lunedì alle 16 la conferenza dei capigruppo, che dovrà stabilire i tempi di discussione e votazione della mozione. Il giorno giusto potrebbe essere martedì 13, come auspica il Carroccio, oppure lunedì 19 o martedì 20, come chiedono le opposizioni.

Il premier Conte non ha accolto due giorni fa la richiesta del leader del Carroccio di dimettersi e ha puntato sulla parlamentarizzazione della crisi, sfidando quest’ultimo a venire in aula al Senato per
spiegare i motivi che lo hanno indotto a staccare la spina.

Mentre Matteo Salvini, forte dei sondaggi che lo danno netto vincitore, preme sull’acceleratore e chiede di fare presto, al fine di poter andare alle urne già nel mese di ottobre, gli altri partiti sembrano frenare. Pende però sul nostro Paese la consueta sessione di bilancio annuale, che potrebbe indurre il Quirinale a consultazioni-lampo che certifichino l’impossibilità di dar vita ad altre maggioranze e altri governi e la necessità di sciogliere al più presto le Camere, proprio per impedire all’Italia di non riuscire ad approvare nei tempi stabiliti la legge di bilancio.

Con l’attuale legge elettorale, la Lega di Matteo Salvini, che ha ufficializzato la sua candidatura a premier, potrebbe incassare da sola la maggioranza assoluta dei seggi,  sommando i parlamentari eletti con il proporzionale a quelli con i collegi uninominali.

Sono in corso contatti tra i partiti sul timing parlamentare. Lunedì si terrà alle 10,30 un’assemblea congiunta dei parlamentari Cinque Stelle per stabilire l’atteggiamento da tenere in questa crisi ormai conclamata. Probabile che si apra una nuova fase tra i grillini, con una leadership diversa da quella di Luigi Di Maio. Sondaggi riservati li danno infatti al 14%, quasi 20 punti percentuali in meno delle elezioni di marzo 2018. Peraltro resta il vincolo del doppio mandato, che lascerebbe a casa metà del gruppo dirigente, Luigi Di Maio e Roberto Fico compresi.

Il Quirinale per ora tace e fa sapere che non intende interferire nella discussione parlamentare. Interverrà solo dopo la probabile caduta dell’esecutivo. Il presidente della Repubblica a quel punto potrà decidere se affidare un mandato al premier attuale per un Conte bis, oppure se puntare su un governo elettorale che porti il Paese alle elezioni per la fine di ottobre con un ministro dell'Interno, responsabile della macchina elettorale, che non sia il leader leghista.

Ci sono già toni accesissimi tra Lega e Movimento Cinque Stelle. Matteo Salvini accusa i grillini di pensare ad un governo con Matteo Renzi: «Mi auguro – ringhia il Capitano - che nessuno stia pensando di prendere in giro gli italiani, di tirarla in lungo e di inventarsi un governo che sarebbe inaccettabile per la democrazia».

Luigi Di Maio contrattacca: «Caro Salvini stai vaneggiando, inventatene un'altra per giustificare quello che hai fatto, giullare. Questa di Di Maio-Renzi è una fake news di Salvini per nascondere il tradimento del contratto di governo e del paese». Sulla stessa lunghezza d’onda Davide Casaleggio: «Salvini sta giocando d'azzardo con la vita degli italiani per un (presunto) tornaconto personale, ma soprattutto perché non vuole tagliare le poltrone dei parlamentari». I pentastellati preannunciano una raccolta di firme per chiedere la convocazione straordinaria delle Camere al fine di approvare in via definitiva il taglio dei parlamentari.

Ma Salvini è ormai deciso a «chiedere pieni poteri agli italiani» perché «troppi no fanno male all'Italia, che invece ha bisogno di tornare a crescere e quindi di andare a votare in fretta. Chi perde tempo danneggia il Paese e pensa solo alla poltrona».

Inconsueto alleato di Matteo Salvini nella corsa alle urne è il segretario dem, Nicola Zingaretti, convinto di poter drenare voti dal bacino grillino e desideroso di rinnovare i gruppi parlamentari facendo fuori quasi tutti i renziani, attualmente in maggioranza sia alla Camera che al Senato. Matteo Renzi, infatti, è rimasto spiazzato da questa svolta verso il voto anticipato. Sperava nel voto nella primavera 2020, per avere il tempo di tenere, in ottobre, la sua Leopolda e annunciare il suo nuovo movimento politico.

Sul versante del centrodestra, invece, Giorgia Meloni critica Salvini per la sua intenzione di andare al voto da solo e poi valutare eventuali alleanze.  «Noi -  chiarisce la leader di Fratelli d'Italia - le alleanze le facciamo prima del voto e non dopo, perché vogliamo essere chiari, siamo la forza più coerente, siamo concreti e affidabili». Salvini, però, nel pomeriggio, rettifica precisando di non escludere intese elettorali: «Non si è deciso nulla se correremo da soli. Abbiamo un'idea di Italia per i prossimi cinque anni che sottoporremo a chi la condivide con noi».

Ma mentre gli attori politici si preparano a gettarsi nell’agone elettorale, i mercati lanciano i primi segnali d’allarme. Ieri lo spread è salito a 240 e la Borsa di Milano è stata la peggiore, toccando -2,48%. Infine l’agenzia di rating Fitch si prepara ad esprimere un nuovo giudizio sull’affidabilità dell’Italia. Già a febbraio aveva denunciato i rischi per il nostro Paese derivanti dall’incertezza politica e dalla crescita economica quasi nulla. Con un’espressione abusata potremmo dire che, comunque vada, certamente ci attende un autunno caldo.