• LA LOTTA CONTINUA

Il voto religioso per Trump si rinforza: ecco perché

Un'immagine di un raduno in Missuouri spiega il voto cristiano a Trump, in crescita soprattutto fra gli evangelici: dopo anni di ferocia progressita, con lui la libertà di chi crede, difende la vita e la famiglia è più protetta.
-COSA CELA LA CACCIATA DEL MINISTRO di Marco Respinti

C’è un immagine che spiega bene il voto religioso per Trump, cresciuto ancora di più nelle elezioni di midterm. Il 5 novembre, il giorno prima del voto, il presidente degli Stati Uniti tiene un comizio di fronte ad una folla di elettori in Missouri, ma una donna si sente male e lui si ferma, smette di parlare e chiede di far spazio ad un dottore affinché la soccorra. Mentre attende l’arrivo dei soccorsi, Trump chiede a ciascuno di pregare per lei. Qualcuno intona “Amazing Grace” portando l'intero palazzetto a cantare: «Attraverso molti pericoli, fatiche e trappole sono già passata. Questa grazia mi ha condotta sana fino a qui. E la grazia mi guiderà a casa». Il presidente annuisce serio, accogliendo il canto a braccia aperte. La donna viene portata via su una barella e il presidente ringrazia «del vostro comportamento. Delle vostre preghiere».

C’è chi non crede nella reale riconversione di Trump che sarebbe avvenuta negli scorsi anni, mentre altri sostengono con forza che la sua fede è genuina, ma non è questo che importa agli elettori che si sentono finalmente protetti, dopo anni in cui il radicalismo dei democratici ha fatto di tutto per cancellare il cristianesimo dalla piazza pubblica, punendo i fedeli per le loro opinioni private su matrimonio, vita, fede e famiglia.

Non a caso, secondo i sondaggi della Abc News gli evangelici, nelle proiezioni il 27 per cento degli elettori Usa, hanno votato alla Camera per i repubblicani in maggioranza schiacciante (75 per cento contro 22). Ma a sostenere il presidente sono sempre più donne cristiane di cui il 57 per cento circa ha spiegato di approvare con forza l’operato di Trump, il 17 a sufficienza, mentre solo il 26 per cento lo disapprova. Come a dire che la campagna femminista contro il presidente e contro il giudice della Corte Suprema Kavanaugh è stata talmente esasperante da sortire l’effetto opposto su queste elettrici repubblicane.

Per quanto riguarda i cattolici, ormai da anni divisi a metà, il voto è oscillato come accade da tempo nelle elezioni di midterm, il che significa che l’elettorato che nel 2016 votò Trump non si è fatto influenzare dalla campagna mediatica che ha usato l’arma dell’accoglienza degli immigrati, dipingendo il presidente come un razzista, per imbarazzare e dissuadere i cattolici repubblicani. Secondo il Pew Research Center il 6 novembre scorso il 50 per cento dei cattolici ha votato democratico contro il 49 che ha sostenuto il Gop. Al contrario, durante la presidenza democratica (2014 e 2010) il voto propendeva per i repubblicani, mentre sotto Bush, nel 2006, la grande maggioranza dell’elettorato cattolico (55 contro 44) votò democratico.

Passando al voto nei diversi Stati, colpisce che là dove l’appoggio al Gop è tradizionalmente normale (Red State) il voto repubblicano è perfino raddoppiato, come in Missouri, dove Josh Hawley ha ottenuto il 51 per cento dei voti contro il 45 di Claire McCaskill, che nel 2012 vinse al Senato grazie ad un supporto del 35 per cento di evangelici calato al 27. Anche in Texas, in Florida (dove il voto rosso non era così certo) e in Georgia (dove al Senato hanno vinto i repubblicani) sono avvenuti incrementi simili.

A spiegare il perché, sono alcuni degli emendamenti approvati negli Stati repubblicani per limitare l’aborto e riconoscere il valore della vita, seguiti alla battaglia pro life di Trump e contro il finanziamento del colosso americano degli aborti Planned Parenthood. In Alabama, ad esempio, sia l’emendamento costituzionale numero 1 che il numero 2 sono passati. Il primo riconosce il diritto costituzionale di «una persona di essere libera di praticare la fede in Dio come lui o lei desiderino e che il credo religioso non avrà effetti sui suoi diritti civili o politici». Un emendamento seguito ai continui licenziamenti, multe, denunce contro i cristiani per le loro opinioni in materia morale. E siccome sia la setta Satanic Temple, sia le associazioni di atei laicisti hanno chiesto in molti Stati e Comuni la rimozione della tavola dei 10 comandamenti dai tribunali (che non fanno che riportare le norme del diritto naturale), l'emendamento aggiunge che la tavola può essere esposta perché «soddisfa i requisiti costituzionali, come la messa in mostra di oggetti storici o educativi».

L’emendamento 2 riguarda invece il diritto alla vita, riconoscendo «la santità della vita non nata e i diritti dei bambini non nati...e prevede che la Costituzione di questo Stato non protegga il diritto all’aborto o la richiesta di finanziamenti all’aborto». Anche se la prima parte della legge potrà entrare in vigore solo nel caso in cui la Corte Suprema renda la norma abortista materia disciplinabile dagli Stati, dal punto di vista simbolico la scelta degli elettori dell’Alabama è senza precedenti. Ma la questione aborto, dopo anni di militanza dei pro life, dopo gli scandali che hanno coinvolto Kermit Gosnell e la Planned Parenthood, e dopo un appoggio presidenziale senza precedenti a chi difende la vita, ha riguardato anche altri Stati come il West Virginia dove si è passato un emendamento simile o come l’Indiana, dove Joe Donnelly ha perso il seggio contro lo sfidante repubblicano Mike Braun, che ha corso parlando continuamente delle politiche abortiste del democratico. In Nord Dakota Kevin Cramer ha rubato il seggio a Heidi Heitkamp, fra le paladine preferite dell’industria abortista.

Tutto questo, insieme all’incremento dei seggi repubblicani al senato, come accaduto nelle elezioni di midterm solo 5 volte in 150 anni, alla perdita fisiologica di 33 seggi (in media 30) del partito in carica, alla possibilità del Senato di eleggere prima del 2020 un altro giudice alla Corte Suprema, non significa che la partita sia chiusa e che Trump potrà procedere senza difficoltà. Anzi, l’uso spregiudicato di ogni mezzo da parte dei democratici (che si aspettavano un’ondata blu di disapprovazione) per demolire il presidente con tentativi di impeachment e di campagne denigratorie probabilmente aumenterà. Il che potrebbe anche servire all’elettorato religioso a non accomodarsi e a supplicare, come raccomanda san Paolo in modo “religiosamente scorretto”, «che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio», perché «questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità».