• SCHEGGE DI VANGELO

Il significato della Parola di Dio

Spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui (Lc 24,27)

Ed ecco, in quello stesso giorno, il primo della settimana, due dei discepoli erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane. (Lc 24, 13-35)

Nonostante le centinaia di profezie dell'Antico Testamento perfettamente realizzate in Gesù Cristo, alcuni continuano a dubitare che sia lui il Messia, il definitivo liberatore di Israele. Anche oggi molti dubitano della messianicità di Gesù e lo degradano a semplice profeta o grande uomo. È quindi necessario che Gesù spieghi ai discepoli di Emmaus il significato delle Scritture e di tutto ciò che ci riferisce a lui. Anche oggi abbiamo bisogno di qualcuno che ci spieghi la Parola di Dio e questo compito è stato dato da Gesù stesso alla Chiesa. Ha infatti detto agli apostoli, cioè ai pastori della Chiesa, "chi ascolta voi, ascolta me". Ecco perché l'interpretazione autentica della Sacra Scrittura può darla solo la Chiesa e chi è in comunione con essa e con il suo insegnamento bimillenario. Dopo la spiegazione di Gesù i discepoli passano dalla tristezza alla gioia, dalla disperazione alla speranza. Diventano così annunciatori di Cristo crocifisso e risorto. Anche noi possiamo fare altrettanto ascoltando la Chiesa che in duemila anni annuncia la stessa verità.