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Il Papa tifa peronista? Smentite e incontri "galeotti"

Mentre in Vaticano si fa il tifo per il governo giallorosso, in Argentina continuano le congetture sull'endorsement papale al peronista Alberto Fernandez per le presidenziali. Il candidato alla Casa Rosada smentisce il Financial Times, ma conferma di avere un canale di dialogo con Bergoglio tanto da essersi "riconciliato con la Chiesa". E i vescovi gli hanno aperto subito le porte della Conferenza Episcopale. Parlando di poveri, ma tralasciando la legge sull'aborto.
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L'incontro dei vescovi con Fernandez

Ma davvero il Papa fa il tifo per il peronista Alberto Fernandez alla Casa Rosada al posto dell’ultra liberista Mauricio Macri? Secondo la ricostruzione del Financial Times sembrerebbe proprio di sì tanto che i due si sono anche incontrati lo scorso anno in Vaticano. Mentre in Italia si prova a spostare il gradimento delle gerarchie vaticane per un governo giallorosso, dall’altra parte dell’Atlantico ci sono uomini di Chiesa che lanciano messaggi precisi al fronte peronista e non disdegnano di apparire su mandato di papa Bergoglio.

In questo modo infatti andrebbe letta la visita che il candidato alle presidenziali di ottobre ha fatto ai vertici della conferenza episcopale argentina il 20 agosto scorso. 

Il leader della coalizione peronista Frente de Todos è stato ricevuto dal presidente CEA Oscar Ojeam insieme al vice, il cardinale primate Mario Poli, arcivescovo di Buenos Aires e a monsignor Carlos Malfa, segretario generale dell’episcopato argentino. E l’incontro è stato pubblicizzato con tanto di comunicato stampa sul sito della CEA.

Il motivo della visita? Deriva dalla disponibilità dei vescovi a dialogare con i candidati di tutti i settori sociali e politici. Peccato però che Fernandez sia, finora, l’unico candidato alla presidenza ad aver varcato il palazzo dove ha sede l’assemblea dei vescovi. E la cosa non è sfuggita agli altri competidores. A cominciare dall’entourgae di Macri, ma anche a quello del candidato della Sinistra Unita, Nicolás del Caño, che in un articolo piuttosto polemico si è lamentato del particolare interesse dei vescovi per le ricette sociali del frente peronista

Interesse che sono certi porti all’endorsement non solo delle gerarchie, ma anche del clero. Sempre i giornali di Sinistra riportano di un ordine non scritto delle curie affinché nelle omelie i sacerdoti ne apporofittino per criticare in piena campagna elettorale le misure di aggiustamento al bilancio messe in campo da Macri e ordinate dal FMI. “Un aiuto divino che, manco a dirlo, farà piacere al peronismo”, hanno commentato. 

Suggestioni, certo, però di voglia di smentire questa corrispondenza di amorosi sensi tra il fronte peronista, favorevole alla legge sull’aborto, e la Chiesa da cui proviene il Papa, pare non ce ne voglia essere tanta. Nell’incontro infatti, non si è parlato della legge sull’aborto il cui iter parlamentare è ripreso dopo la bocciatura dello scorso anno. Ma solo ed esclusivamente - a quanto si apprende - di ricette economiche contro la povertà, refrain del momento per le gerarchie ecclesiali di ogni latitudine. 

Ma lo stesso Fernandez, nel tentativo di smentire le indiscrezioni del Financial Times, ha offerto invece ancora più materiale per proseguire con le congetture. Durante una chiacchierata con Any Ventura per AM 750, il dirigente peronista ha addirittura detto che Papa Francesco lo ha riconciliato con la Chiesa. Fernandez ha infatti detto di aver un rapporto con il Papa grazie al contatto privato di posta elettronica del pontefice datogli dal suo dentista.

Per chi lo desidera e non teme il ridicolo, si può certo credere alla storiella di un dentista che passa al principale candidato alle presidenziali argentine la mail di uno degli uomini più potenti al mondo. Quel che conta però, è quello che ha detto Fernandez: «Io sono un cattolico poco praticante - ha detto - e sono molto arrabbiato con la Chiesa perché non pratica quei valori che ci chiede di praticare, soprattutto l’amore per i poveri, i perseguitati e gli emarginati, ma devo ammettere che Francesco mi ha riconciliato con la Chiesa e per Natale gli ho inviato un’email dicendogli che era la prima volta scrivevo a un prete”. Il suo ruolo per l’unità del peronismo? “Il papa è troppo importante per essere coinvolto con le cose mondane della politica”, ha detto. Sarà, intanto tra i due il contatto è aperto, a differenza di quanto accade invece con l’attuale inquilino della Casa Rosada e sopratutto gli sherpa lavorano. 

Sempre negli ambienti della Sinistra argentina si sostiene che Fernandez faccia quotidianamente riunioni con dirigenti peronisti di area cattolica, dall’ex ministro Julián Domínguez all’ex segretario del Culto Guillermo Olivieri fino all’ex ambasciatore in Vaticano Eduardo Valdés. Tutti uomini di potere molto attivi anche al tempo di Cristina Khirchner Fernandez, già presidente della Repubblica e ora candidata con Fernandez al ticket elettorale.

AGGIORNAMENTO: Nel corso della giornata di oggi, 27 agosto, i vescovi hanno incontrato alla Casa Rosada anche il presdiente della Repubblica Argentina Mauricio Macri. Nello stringato comunicato emesso dalla CEA si fa riferimento soltanto ad un incontro per scambiare alcune riflessioni sulla delicata situazione economica e sociale del Paese. Si è trattato di un incontro istituzionale, tra i rappresentati della Chiesa e il capo dello Stato, come normale che sia. Con Fernandez invece l'interesse è stato esclusivamente elettorale dato che è attualmente candidato e non ha ruoli istituzionali.