• NEOCATECUMENALI

Il Papa invia 414 famiglie in missione

Udienza al movimento fondato da Kiko Arguello e Carmen Hernandez, che negli ultimi anni ha dato vita a una nuova forma di annuncio, la missio ad gentes, con l'invio di piccole comunità familiari in missione in paesi lontani.

Papa Francesco e Kiko Arguello

C’è qualcuno che vuole andare per più di una o due settimane in Mongolia, Vietnam o Cina? Difficile. A meno che non si tratti di persone molto giovani o molto originali. Ieri, sabato 1 febbraio, alla Sala Nervi di Roma, il Papa ha ricevuto in udienza il Cammino Neocatecumenale ed ha inviato 414 famiglie in missione, 160 delle quali vanno a formare 40 missio ad gentes che si aggiungono alle 52 già esistenti.

Nel corso dei suoi due millenni di storia la Chiesa ha evangelizzato in tutti gli infiniti modi che lo Spirito Santo ha suggerito. Kiko Arguello e Carmen Hernandez (gli iniziatori del Cammino neocatecumenale) insieme a Padre Mario Pezzi, negli ultimi anni hanno dato vita ad una nuova forma di annuncio del Kerygma che si chiama missio ad gentes. Il Cammino è un’iniziazione alla fede cristiana che avviene in comunità, piccole comunità in cui tutti si conoscono e crescono nella fede come in una carovana. Le missioni seguono lo stesso schema delle comunità: sono comunità in missione.

Composte ognuna da 4 famiglie (padre madre e uno stuolo di bambini), un sacerdote accompagnato da un socio (seminarista o laico), alcune donne che dedicano la propria vita all’evangelizzazione, costituiscono nell’insieme una cinquantina di fratelli: una comunità, per l’appunto. Si tratta di persone disposte ad andare in ogni parte del mondo per avere la gioia e l’onore di collaborare con Gesù alla diffusione della Notizia, la grande notizia che fa nuove tutte le cose: la morte è vinta.

Le missio ad gentes sono richieste dai vescovi che le erigono con decreto (Canone 516, par. 2), fiduciosi nella forza dell’amore incarnato dalle famiglie e dalle comunità che mostrano, nella perfetta unità, il mistero della Santissima Trinità. Dice Gesù: «Padre io in loro e tu in me perché siano perfettamente uno ed il mondo creda che tu mi hai mandato».

Descrivendo le caratteristiche di questo tipo di missione Kiko Arguello ha detto: «Chi conosce e vede queste piccole comunità rimane impressionato di come le persone che ne fanno parte si relazionano fra di loro. Gesù Cristo dice: ‘Amatevi come io vi ho amato e in questo riconosceranno che siete miei discepoli’. Questo si realizza e sconvolge il mondo: le persone vedendo questo amore rimangono “toccate” e desiderano amarsi anche loro allo stesso modo. Facciamo catechesi in case di non battezzati che si dicono ‘incantati’ nel vedere tutto questo, nel respirare quest’aria. È una forma nuova di evangelizzazione che invece di partire dalla religiosità del popolo o dal tempio, parte dall’amore».

«Non di solo pane vive l’uomo»: i fratelli che partono hanno sperimentato che è vero. Che Dio esiste e provvede. Con la speranza fondata sulla roccia mettono la loro vita e quella dei loro figli a servizio del Vangelo. Certi di non rimanere delusi. Una forma eroica di vivere la propria fede. Eroica ed allegra insieme. Perché è vero che chi dà la vita la trova.

- IL TESTO DEL DISCORSO DEL PAPA AL CAMMINO NEOCATECUMENALE