• DOPO ALFIE

«Il papa ha cresimato Maya, un'Eucarestia vivente»

Mi pareva una responsabilità troppo grande assistere e confermare nella fede e nell’appartenenza alla Chiesa e al Signore con la propria testimonianza e per tutta la vita una bambina...come mio figlio! Alcuni mi hanno detto: “appunto per questo, chi altro lo poteva fare?”. Certamente molte altre mamme come noi, che stanno sveglie la notte e il giorno, perché l’Eucarestia è con noi 24 ore e il tabernacolo è la nostra casa. 

Papa Francesco critica spesso la “cultura dello scarto”, penso che sia per questa ragione che ben volentieri ha accettato di dare il Sacramento della Confermazione a Maya, bambina affetta da una grave disabilità dovuta a malattia mitocondriale, come mio figlio, e alla sua mamma Paola, quando è andato a visitare la loro parrocchia a Roma.

L’ha fatto a pochi giorni dalla morte di un altro bambino scartato per inutilità: Alfie Evans, per il quale si è molto prodigato. Ho avuto l’onore e la grande responsabilità di essere la loro madrina e di poter incontrare Papa Francesco. Il Papa ha parlato alle persone sempre sorridente e gioviale, mi ha colpito invece la serietà e la concentrazione di quando celebra la Messa. Poi è arrivato il momento della Cresima. Il Papa ha invocato lo Spirito Santo su entrambe e confermato prima la bambina, devo dire che quando si è rivolto alla mamma per il Sacramento era compiaciuto ed io con Lui.

Paola piangeva a dirotto, chi la conosce sa che è evento raro. Ho provato una gioia profonda ed una grande commozione. I nostri bambini sono la nostra forza e la ragione della nostra amicizia: ci hanno fatte incontrare circa nove anni fa. I nostri figli sono malati, gravi, molto gravi, entrambe abbiamo fatto il battesimo in fretta, il mio anche la Cresima con il rito per i bambini in pericolo di morte. Ma i nostri figli non solo non sono morti, ma sono cresciuti, vivono e sono diventati i nostri maestri di vita e di tutto.

E’ così che ho conosciuto Paola, mamma di Maya, al telefono, lei abitava a Roma ed io in Toscana, ci siamo sentite per discutere di quali integratori e farmaci ci sembravano migliori, entrambe leggevamo più di un articolo scientifico e non ci accontentavamo della prima risposta. Erano i primi anni di Mitocon, associazione di genitori e di pazienti affetti da patologie mitocondriali, nata nel 2007. Ogni persona ha un suo percorso e una sua storia di relazione con gli altri, con sé stesso e con Dio. Abbiamo parlato per molte notti, al telefono, interrotte dal suono dei saturimetri, non solo di terapie, ma anche della fede, non solo di malattie, ma anche di luce e di speranza. Nel frattempo in parrocchia è arrivato don Maurizio Mirrilli che ha cominciato ad andare a trovare la bambina e la mamma a casa, coltivando il seme spirituale già presente.

Paola si è riavvicinata alla Chiesa e quando ha saputo della visita del Papa, ha avuto il desiderio forte di ricevere da Lui la Confermazione per sé e per la bambina, don Marizio ha fatto da intermediario. In realtà l’idea di fare la Cresima ce l’aveva da un po’, ne sentiva la mancanza, come un guerriero formidabile senza armatura, senza sigillo del suo condottiero. Io ero molto contenta di fare da madrina a Paola: fare da madrina ad un adulto è bellissimo perché si porta a completezza l’iniziazione cristiana dopo tante peripezie, si è pieni di gioia e si cammina assieme, sorelle nella fede. Credevo che ci sarebbe stata un’altra madrina per Maya, perché mi pareva una responsabilità troppo grande e difficile: assistere e confermare nella fede e nell’appartenenza alla Chiesa e al Signore con la propria testimonianza e per tutta la vita una bambina...come mio figlio! Alcuni mi hanno detto: “appunto per questo, chi altro lo poteva fare?”.

Certamente molte altre mamme come noi, che stanno sveglie la notte e il giorno, perché l’Eucarestia è con noi 24 ore e il tabernacolo è la nostra casa. Il sacerdote stesso ha suggerito che la madrina dovesse essere una per entrambe. Per Maya la Cresima ricopre della Grazia la testimonianza vivente e salvifica di Cristo che già lei e tutti i nostri figli sono per la Chiesa e per il mondo. Un mondo che si salva, cresce e sta bene, solo se riconosce e ama Dio lì dove è. Paola ha regalato al Papa un rosario tutto colorato fatto da lei a mano, scegliendo le pietre di scarto delle lavorazioni di gioielli che prepara e vende per raccogliere fondi per Mitocon. In quel rosario ci siamo un po’ tutte noi mamme privilegiate e amate. 

Chiara, mamma di Mele e madrina di Maya e Paola