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Il Papa è l'argentino Bergoglio: FRANCESCO

Jorge Mario Bergoglio è Papa Francesco I, primo pontefice sudamericano. "Sembra che i cardinali siano andati a prendere il vescovo di Roma quasi alla fine del mondo" sono le prime parole. È un gesuita, ha 77 anni e nel suo primo discorso ha fatto pregare i fedeli per il vescovo emerito di Roma e anche per sè prima di impartire la benedizione. Richiamo alla preghiera e alla fratellanza, ha annunciato i suoi programmi di domani: pregherà la Madonna perchè custodisca tutta Roma.

- le prime parole di Francesco I

Habemus Papam! Finalmente la fumata bianca

Ore 20.00 - Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo argentino, è Papa Francesco, primo pontefice sudamericano. "Sembra che i cardinali siano andati a prendere il vescovo di Roma quasi alla fine del mondo" sono le prime parole. E' un gesuita, ha 77 anni e nel suo primo discorso ha fatto pregare i fedeli per il vescovo emerito di Roma e anche per sè prima di impartire la benedizione. Richiamo alla preghiera e alla fratellanza, ha annunciato i suoi programmi di domani: pregherà la Madonna perchè custodisca tutta Roma.

Ore 14.00 - Aspettando le nuove fumate, molti spunti interessanti sono stati offerti oggi dal briefing con la stampa di Padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede (con il supporto e la traduzione di padre T. Rosica e padre S. Gil Tamayo). Innanzitutto una serie di chicche e di curiosità, a partire dal procedimento per produrre il fumo bianco e nero fino alle dimensioni della scheda con cui i porporati votano (un foglio bianco 12x14 con la scritta in latino "Eligo in Summum Pontificem").
«Nella stufa più moderna delle due - ha detto Lombardi senza riuscire a trattenere una risata - viene attivata, con un dispositivo elettronico, una "cartuccia" con 5 cariche chimiche che producono fumo per circa 7 minuti. Il fumo nero è provocato da perclorato di Potassio, antracena e zolfo. Quello bianco da Clorato di potassio, Lattosio e Pece greca». Lombardi ha poi scherzosamente informato la stampa che i cardinali non hanno avuto nessun problema con il fumo e che anche gli affreschi di Michelangelo sono sempre in buona salute. 
Il portavoce è poi passato agli aspetti che più lo hanno colpito in questi giorni, a cominciare dai fedeli di Piazza San Pietro, numerosi, al di là di ogni aspettativa. «Vedrete che spettacolo quando sarà eletto il Papa», ha commentato.
Prima di lasciare spazio alle domande dei giornalisti i tre sacerdoti («ci chiamano scherzosamente "trinità"») hanno voluto raccontare l'emozione dell'ingresso nella Cappella Sistina a cui sono stati ammessi prime dell'extra omnes.
La discussione è poi proseguita nel dialogo con la stampa. Si è parlato del Papa Emerito, che certamente non parteciperà alle celebrazioni che seguiranno l'elezione del suo successore e di Padre George («credo che sia ancora in Vaticano e che non sia tornato a Castel Gandolfo», ha commentato Padre Lombardi). Si è poi riflettuto sugli orari delle fumate (19.42 quella di ieri sera, in ritardo di dieci minuti, quella delle 11.40 di oggi, in netto anticipo). «State pronti - ha detto il Portavoce - perché non siamo in grado di darvi orari precisi».
Infine un accenno, più ironico che polemico, alla contestazione di ieri delle Femen (gruppo femminista già protagonista in Piazza San Pietro di qualche disordine). A precisa domanda Lombardi ha risposto: «Spero che non abbiano preso il raffreddore perché piove e fa freddo. Per il resto non è compito mio commentare l'operato delle forze che tutelano l'ordine in piazza. Posso solo dire che i fedeli erano concentrati su ben altro».

Ore 11.40 - Nuova fumata nera in Piazza San Pietro. Dopo tre scrutini il Conclave non ha ancora eletto il Papa. La fumata questa volta è arrivata addirittura in anticipo, alle 11.40. 
I fedeli accorsi stanno lasciando velocemente il colonnato del Bernini che avevano riempito da ore, nonostante l'acqua e il freddo. La Piazza sarà comunque libera per poco, perché sono tutti pronti a tornare.

Ore 11.00
 - Nessuna fumata a metà mattina, segno che il secondo scrutinio del Conclave non ha portato all'elezione del Papa (il primo si è svolto ieri sera, dopo l'extra omnes). Non resta che attendere le 12.00 (ed eventualmente quella sicura delle 19 e quella possibile delle 17.30).
La giornata prosegue nella normalità con Padre Lombardi, Portavoce della Santa Sede, che convoca il tradizionale briefing con i giornalisti per le ore 13.00.

Ore 10.45
- A un quarto d'ora dalle 10.30 (orario in cui dovrebbe esserci la fumata in caso di elezione al primo scrutinio del Conclave di oggi) il comignolo della Cappella Sistina non ha ancora dato alcun segnale. Segno che l'elezione del Papa non si è ancora verificata, o forse solo di un certo ritardo nella comunicazione. Un'ipotesi improbabile, ma comunque plausibile. 
Ricordiamo infatti che anche la fumata di ieri ha avuto un piccolo ritardo, di non più di dieci minuti.
La Piazza, anche questa volta, si è riempita di gente, e di ombrelli, dato che continua a piovere ininterrottamente.

Ore 6.00 - Una copiosa fumata nera alle 19.42, dal comignolo che svetta sulla Cappella Sistina, ha chiuso la prima giornata di Conclave. Un fumo denso che ha smorzato gli entusiasmi dei tantissimi fedeli accorsi in Piazza San Pietro, nonostante la pioggia e le scarse possibilità che i cardinali potessero eleggere il nuovo Papa al primo scrutinio. 

Il popolo cristiano ha dimostrato però, ancora una volta, la scarsa paura di prendere acqua e freddo e il suo affetto nei confronti della Chiesa. È stato questo il vero spettacolo di ieri sera.

Appena i porporati hanno finito di giurare solennemente sul Vangelo, ad uno ad uno, posando la mano destra sulla parola di Dio, a pochi passi dal Giudizio Universale che Michelangelo ha mirabilmente rappresentato nella Cappella Sistina, il colonnato del Bernini ha iniziato infatti a riempirsi silenziosamente.
Mancavano più di due ore e tutti avevano scommesso contro la fumata bianca, ma le persone hanno iniziato ugualmente a prendere posto.

Lingue, età, storie diverse, unite da un’unica fede. Dalle suore che a gruppi recitavano incessantemente il rosario, ai giovani appena usciti dal lavoro, dai bambini che per la prima volta si ritrovavano ad aspettare il nuovo Papa, agli anziani che hanno sfidato le previsioni avverse, fino ai numerosi gruppi organizzati venuti dall’estero, riconoscibili per gli immancabili striscioni e per le bandiere indossate a mantello.

D’altra parte, il tempo dell’attesa è cominciato. Con l’extra omnes di ieri pomeriggio (il "fuori tutti" pronunciato dal maestro delle celebrazioni liturgiche pontifice, monsignor Guido Marini) i cardinali elettori si sono isolati dal mondo e hanno lasciato fuori dai portoni, ormai chiusi (cum clave) il mondo intero.
Da ieri i cardinali (ed è paradossale nell’epoca di twitter, dell’informazione in presa diretta che viaggia sui tablet e gli smartphone di tutto il mondo) comunicheranno con l’esterno solo grazie a dei segnali di fumo.

Da oggi il comignolo entra invece a pieno regime. Le votazioni, infatti, si svolgeranno quattro volte al giorno (due al mattino e due al pomeriggio) e le fumate annunciate per le 12 o le 19, potranno essere anticipate in caso di elezioni al primo scrutinio alle 10.30 e alle 1.30).
A illuminare la mente dei porporati quello Spirito Santo, di cui i giornali non parlano quando aggiornano le “quote” sui papabili, e a cui ieri i cardinali si sono rivolti cantando il Veni creator spiritus. in processione con l'abito corale.

Per il resto quella di ieri è stata anche la giornata dell’ultimo grazie a Benedetto XVI, Papa emerito, ancora a Castel Gandolfo dopo il viaggio in elicottero che l’ha nascosto al mondo, a seguito della “grande rinuncia”. «Vogliamo ringraziare il Padre che è nei cieli per l'amorosa assistenza che sempre riserva alla Sua Santa Chiesa e in particolare per il luminoso Pontificato che ci ha concesso con la vita e le opere del 265° Successore di Pietro, l'amato e venerato Pontefice Benedetto XVI». Queste le parole pronunciate nell’omelia della Missa Pro Eligendo Papa del mattino, dal Cardinale Angelo Sodano, che hanno suscitato l’appaluso spontaneo e commosso dei fedeli.

Un discorso breve che sul nuovo Pontefice si è limitato a un breve accenno: «L'atteggiamento fondamentale di ogni buon Pastore è dare la vita per le sue pecore. Questo vale soprattutto per il Successore di Pietro, Pastore della Chiesa universale. Perché quanto più alto e più universale è l'ufficio pastorale, tanto più grande deve essere la carità del Pastore».

La Chiesa, ad ogni modo, già oggi potrebbe avere una nuova guida. Italiano o extraeuropeo, giovane o maturo, il suo popolo sarà di nuovo in piazza ad aspettarlo, senza calcoli e retropensieri.
E se anche al termine della giornata non si sarà vista la fumata bianca nessuno si straccerà le vesti, ma lascerà soltanto la piazza sicuro di tornare con fiducia il giorno seguente.