a cura di Benedetta Frigerio
  • Egitto

Il governo egiziano ha legalizzato altre 88 chiese

 

Con la legalizzazione di altre 88 chiese, salgono a 1.109 gli edifici religiosi privi di permessi che hanno ottenuto l’approvazione del Comitato governativo ad hoc incaricato di verificare standard e requisiti di sicurezza di chiese e cappelle costruite negli scorsi decenni dalle comunità cristiane. Il Comitato è stato istituito nel 2016 dopo che il parlamento ha ratificato la legge sui luoghi di culto cristiani voluta fortemente dal presidente Abdel Fattah al-Sisi proprio per normalizzare la situazione di migliaia di costruzioni. Il presidente al-Sisi aveva fatto della libertà religiosa e della difesa dei cristiani uno degli slogan della campagna elettorale per le presidenziali del 2018 che lo hanno visto aggiudicarsi un secondo mandato presidenziale, ricorda l’agenzia AsiaNews. La legge -  spiega l’agenzia Fides - ha rappresentato per le comunità cristiane egiziane un oggettivo passo avanti rispetto alle cosiddette ‘10 regole’ aggiunte nel 1934 alla legislazione ottomana dal Ministero dell'interno, che vietavano tra l'altro di costruire nuove chiese vicino alle scuole, ai canali, agli edifici governativi, alle ferrovie e alle aree residenziali. In molti casi, l'applicazione rigida di quelle regole aveva impedito di costruire chiese in città e paesi abitati dai cristiani, soprattutto nelle aree rurali dell'Alto Egitto”. Non tutti i musulmani vedono di buon occhio l’iniziativa. Si danno casi di proteste all’annuncio che una nuova chiesa è stata legalizzata. I cristiani in Egitto rappresentano il 10% circa della popolazione del paese a maggioranza musulmana.