a cura di Benedetta Frigerio
  • Egitto

Il giorno del Natale copto una folla di islamisti ha attaccato un luogo di culto e ne ha ottenuto la chiusura

Nell’elenco Open Doors 2019 dei paesi in cui i cristiani sono più perseguitati l’Egitto è risalito di una posizione rispetto all’anno precedente ed è 16°. Nonostante l’impegno del governo in favore della minoranza cristiana, l’integralismo islamico costituisce una minaccia che non sempre le istituzioni possono o vogliono contenere. Il 7 gennaio, giorno di Natale per i cristiani copti, centinaia di persone hanno circondato un luogo di culto copto – un edificio privato usato dalla comunità locale di circa mille fedeli – nel villaggio di Mansheyat Zaafarana, provincia di Minya, urlando slogan offensivi e intimidatori, riferisce l’agenzia di stampa Fides. La polizia, arrivata sul posto, ha calmato i manifestanti promettendo loro che il luogo di culto sarebbe stato chiuso e così è stato nei giorni successivi. In un mese nella provincia di Minya sono state chiuse tre chiese in seguito a manifestazioni di estremisti islamici. La diocesi copta della provincia ha protestato contro la tendenza delle autorità locali a cedere alle pressioni di gente che con la forza avanza illegittime pretese ai danni dei cristiani copti. Un gruppo di giuristi copti ha inoltre deciso di denunciare al procuratore generale, governatore della provincia di Minya, i fatti che hanno portato alla chiusura dell’ultimo luogo di culto, allegando alla denuncia materiale video-fotografico a dimostrazione del fatto che le forze di polizia, invece di difendere i copti dall’attacco degli islamisti, ne hanno accolto le richieste.