a cura di Benedetta Frigerio
  • Egitto

Il Comitato presidenziale autorizza l’uso di 783 luoghi di culto cristiani

 

È salito a 783 il numero dei luoghi di culto cristiani legalizzati dal Comitato presidenziale incaricato di verificarne i parametri in base a una legge entrata in vigore in Egitto nel 2016. Si tratta di edifici costruiti o adibiti a luogo di culto nel corso dei decenni senza le dovute autorizzazioni, fatto che è stato più di una volta usato da gruppi di islamisti per istigare la popolazione musulmana contro la minoranza cristiana. Il 5 marzo il Consiglio dei ministri, presieduto dal primo ministro Mostafa Kamal Madbouly, ha approvato una relazione del Comitato presidenziale che ha appunto deciso la legalizzazione di 783 chiese e autorizzato il restauro e la costruzione di nuove chiese. L’agenzia di stampa Fides, nel riportare la notizia, commenta che “la legge sui luoghi di culto dell’agosto 2016 ha rappresentato per le comunità cristiane egiziane un oggettivo passo avanti rispetto alle cosiddette ‘10 regole’ aggiunte nel 1934 alla legislazione ottomana dal Ministero dell'interno, che vietavano tra l'altro di costruire nuove chiese vicino alle scuole, ai canali, agli edifici governativi, alle ferrovie e alle aree residenziali. In molti casi, l'applicazione rigida di quelle regole aveva impedito di costruire chiese in città e paesi abitati dai cristiani, soprattutto nelle aree rurali dell'Alto Egitto”. Sempre Fides riferisce che, secondo fonti governative ed ecclesiastiche, entro la fine del 2020 saranno completate le verifiche e le relative autorizzazioni presidenziali per oltre 700 luoghi di culto cristiani ancora in attesa di essere regolarizzati.