a cura di Anna Bono
  • Unhcr

I rifugiati di un campo Onu in Sudan lamentano di ricevere razioni insufficienti e di essere maltrattati

 

 

Alcuni rifugiati eritrei ospiti nel campo profughi delle Nazioni Unite di Shegreab, nel Sudan orientale, si sono messi in contatto con la Bbc tigrinya per denunciare il trattamento a cui sono sottoposti. Sostengono in particolare di non ricevere cibo e acqua a sufficienza. Hanno detto di ricevere solo un chilogrammo di riso, pasta e zucchero al mese. Anche la razione di 20 litri di acqua al giorno, dicono, è inadeguata per una regione arida e calda come quella in cui sorge il campo. Denunciano inoltre di essere stati abusati verbalmente dal personale dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati quando hanno esposto le loro lamentele. Contattata dall’emittente, l’agenzia Onu ha replicato di non tollerare abusi e ha detto che i rifugiati possono pertanto sporgere denuncia contro i membri del personale che li hanno trattati male. Inoltre ha spiegato che a volte la mancanza di carburante rende difficile l’approvvigionamento dell’acqua, ma che i rifugiati di solito ricevono i 20 litri d’acqua al giorno previsti dagli standard internazionali. Dal 2017 nello stesso campo sono state denunciate irregolarità a danno dei rifugiati, singoli e famiglie, in attesa di essere riallocati in altri paesi disposti a concedere loro asilo. I rifugiati sostengono che vengono chieste grosse somme di denaro per accelerare le lunghe pratiche di riallocazione e che si dà il caso di pratiche concluse in cui però i nomi dei beneficiari vengono sostituiti con quelli di persone che sono state in grado e disposte a sborsare più denaro. I primi rifugiati eritrei sono arrivati in Sudan nel 1968.