• REDAZIONE SOMMERSA

I lettori della Bussola: Vergogna, avete tradito il popolo italiano

A seguito della notizia dell'approvazione della legge sull'eutanasia, la redazione de La Nuova Bq è stata sommersa da messaggi dei lettori. Un vero e proprio popolo che si sente umiliato e tradito da un Governo e da un Parlamento che non ha eletto e che in alcun modo la rappresenta. Un popolo che si ribella e dice NO!

VOTO egge DAT

Non esiste più né pudore, né vergogna. Attraverso una legge allegramente denominata “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”, il nostro Parlamento, ieri, con un accelerata degna dei casi di urgenza nazionale, ci ha "regalato" la versione tutta italiana dell'eutanasia. Così, anche lo Stato italiano, in ossequio alla peggiore deriva europea e sotto la maschera di una falsa libertà (la chiamano "autodeterminazione"), consegna il suo cittadino alla schiavitù di un sistema totalitario che d'ora in poi si arrogherà il diritto di decidere sulla sua vita e sulla sua morte. Il perché lo rimandiamo alle analisi dettagliate della legge che stiamo fornendo giorno per giorno sulle nostre colonne. Quello che vogliamo dire a gran voce, qui di seguito, è che esiste un popolo che dice NO! Esiste un'Italia che, ancora una volta e massimamente, si sente tradita da un Governo e da un Parlamento che non ha eletto e che in alcun modo la rappresenta. Esiste un popolo che si ribella. Esiste un popolo che non è schiavo di nessun potere bugiardo, perché è solo di Dio.

Ecco i messaggi del Popolo della Bussola che hanno sommerso la nostra redazione dopo la notizia sull'approvazione della legge:

BARBARA DEL CONTE: L'Italia non è più un paese democratico e civile.

FRANCA LIGAMMARI: Mi fanno pena! Mi sento umiliata, come cittadina Italiana e Cattolica ...

FERDINANDO LAMPARELLI: VERGOGNA al senatori e deputati che si professano cattolici pur di avere voti......vergogna!!!!! Che cosa avete votato?????? Vi rendete conto!!!!!

MIRELLA CECE: VERGOGNATEVI. Uccidere, od istigare, o sollecitare, o coadiuvare, ed altre simili fattispecie, equivale ad aver commesso il fatto delittuoso, secondo la Legge di DIO.  Chi non obbedisce a questo COMANDO e PRECETTO DIVINO, è in grave stato di PECCATO, a prescindere della legge Umana. La LEGGE di DIO è SUPERIORE e PRIMARIA.

LAURA GHIRETTI: Ma dove è la Chiesa? Chi tutela più la nostra anima? La nostra coscienza?

PAOLA DEMEGLIO: La vita la dà Dio e Dio la deve togliere!

NADIA STRUIA: Vergognatevi tutti quanti! Invece di pensare alla legge di Dio avete pensato solo alla vostra pancia. Il Signore abbia pietà di voi.

LUCIA OPPIZZI: Chi ha votato una legge basata sull'assunto che la vita è un bene disponibile per l'uomo non può essere che ateo e  l'ateismo è la condizione peggiore in cui si possa trovare una società, preda degli istinti e dei desideri personali.

SALVATORE SAPIENZA: Mi auguro che i politici che hanno compiuto questo scempio non debbano mai trovarsi davanti al bivio fra vita o suicidio assistito, in virtù di una disabilità o infermità grave, perché lo Stato vi tratterà come pesi morti: agli occhi degli italiani lo siete già!

SERAFINA TAVELLA: Non c'entra niente essere cristiani o no: uccidere, cioè toglier la vita è omicidio !!!! Siamo tornati in dietro di 100 secoli !!! E' una legge che si allaccia al mondo troglodita, quando la vita umana non valeva niente !!!!! Quale civiltà?  Ma che futuro avremo?

GIANLUIGI NOIA: Sempre peggio, povera Italia

MARIA TERMINI: Io mi aspetterei che anche nelle omelie i parroci parlassero di questo grave delitto!

ENNIO CORTUSO: Vedremo quando qualcuno vorrà cambiare idea all'ultimo momento, e sarà impossibilitato a farlo. D'ora in poi qualunque omicidio non sarà che "eutanasia precoce". Si comincia con l'uccidere legalmente, poi basta spostare i limiti della legge e si potrà uccidere chiunque. Auguri.

EMILIA GALIFFA: D'ora in poi ci troveremo davanti medici che faranno il callo al pensiero di dare la morte ad un paziente quindi ovviamente meno sensibili. Tutti credo preferirebbero essere curati da una persona che ci crede unici e irripetibili...Viva i medici veramente cattolici per i quali l'esercizio della professione sarà sempre più arduo.

ROSSANA ROSA: Un modo come un altro per lo stato di farci fuori (apparentemente per nostra scelta) così non costiamo nulla. Mentre un malato, si sa, consuma risorse ingenti. È questa la ratio della legge.

PAOLA DEMEGLIO: È una legge fatta per risparmiare sulla sanità e sulle pensioni !

MARCUS DE DOMINA: Capisco il fatto di non soffrire e non far soffrire...
Ho visto mio padre morire. In 3 mesi vederlo dal supereroe invincibile a malato terminale di tumore reso vegetale dalle metastasi.
Si parla spesso della dignità del malato: la sofferenza non c'era perché era sedato. Quindi di cosa parliamo?
Non usiamo i malati per non affrontare la nostra più grande paura.
La dignità è quella che ti dice di combattere fino alla fine. Anche quando i medici dicono che non c'è più speranza, tu devi combattere. Perché magari tu possa essere d'esempio per gli altri.
Il suicidio (assistito) non sarebbe altro che una resa prima del tempo.
Lasci intendere che ti sei arreso.
Lasci intendere che non ne vale la pena.
Lasci intendere che non hai il coraggio tu malato o tu parente che lo porti al suicidio.
Io stavo sempre vicino a mio padre. Avevo solo 15 anni.
Non auguro a nessuno di soffrire così.
Ma nemmeno auguro agli altri di suicidarsi.
Tramite mio padre e al suo cammino verso la porta del Purgatorio, ho maturato la sua assenza, ho maturato la consapevolezza, ho maturato un amore diverso.
A quell'età si è arrabbiati con i genitori, e io ho maturato anche il "perdono".
Se lo avessimo accompagnato subito al suicidio, quali cose avrei maturato così in quel periodo?
Non riuscite nemmeno a capire cosa significa dignità.
In ogni evento c'è sempre dignità.
Dignità di essere vissuto.
Non abbandoniamoci al desiderio egoistico.
Non abbandoniamoci al desiderio di guidare le vite altrui nel peggio dei modi.

FRANCESCA MUSCARA: Non solo sei libero di morire peruna mallattia curabile, ma coinvolcono anche i medici a questo. Vergogna ai nostri politici!

MASSIMO RAFFAELLI: Il diritto a morire è una aberrazione dal punto di vista logico e giuridico, come avverte anche uno spirito laico come Zagrebelsky e questa legge ho l'impressione che ci si avvicini molto.