a cura di Riccardo Cascioli
  • PROFETI DI SVENTURA

I ghiacci artici smentiscono il guru di Rai3

La trasmissione Presa diretta, andata in onda in prima serata su Rai 3 il 10 settembre scorso e dedicata alla sorte dei ghiacci artici, ha sparso catastrofismo a piene mani. Peccato che l'esperto a cui gli autori del programma hanno ritenuto di affidarsi (si veda l'intervista genuflessa) come al top dei glaciologi sia Peter Wadhams, che da una decina d'anni annuncia l'azzeramento estivo dei ghiacci artici e che puntualmente ogni anno, a settembre, i ghiacci artici provvedono a smentire, rimanendosene lì con almeno 3 milioni di km quadrati di estensione. Si veda qui una dettagliata ricostruzione di gesta e vaticini ingloriosi dell'estroso personaggio.

Considerato il record di predizioni fallimentari inanellate dal guru, ci si aspetterebbe che i media si regolino come farebbe qualsiasi persona con un po' di buon senso: cessando di prestargli ascolto. E invece no: più propina fandonie, più i media lo cercano e lo riveriscono. E quindi Wadhams ha seguitato a consegnare al giornalista di turno le sue profezie. Nel settembre 2016 previde zero ghiacci artici a settembre nel 2017 o 2018. Ma ancora una volta i ghiacci hanno disobbedito: estensione minima a circa 4,5 milioni di km quadrati nel settembre 2017.

E nel 2018? Secondo JAXA (l'Agenzia aerospaziale giapponese) la minima estensione, a conclusione della stagione estiva, si è toccata il 21 settembre (i dati sono reperibili qui) con 4,457 milioni di km quadrati, in sostanziale pareggio con il minimo (4,472) del settembre 2017. Il Sea Ice Index dello statunitense NSIDC (National Snow and Ice Data Center) registra invece (qui i dati) un minimo di 4,553 milioni di km quadrati il 16 settembre 2018, anch'esso molto vicino al minimo (4,635) rilevato nel settembre 2017. Sempre del NSIDC, il dato MASIE (che dovrebbe essere più preciso del Sea Ice Index; vedi qui i numeri) presenta un minimo di 4,432 milioni di km quadrati il 9 settembre 2018, a fronte del  4,578 del settembre 2017.

In definitiva, il minimo 2018 è di circa 4,5 milioni di km quadrati ed è superiore a quelli 2016, 2012 e 2011. Va evidenziato inoltre che, come si può constatare osservando il relativo grafico JAXA (aggiornato al 2017; vedi qui), negli ultimi dieci anni circa (dal 2007 a oggi) si è assistito a una tendenziale stabilizzazione nell'estensione minima: i valori 2008, 2010, 2011, 2015, 2017 (e oggi possiamo dire anche 2018) sono molto vicini tra di loro (si veda anche il grafico su dati NSIDC-Sea Ice Index). Quello che si discosta notevolmente è il bassissimo dato del 2012, poco sopra i 3 milioni, che però non si è ripetuto.

Insomma: anche per quest'anno la profezia di Wadhams ha fatto cilecca (in quest'immagine JAXA e in quest'altra NSIDC si vede bene quanto ghiaccio c'è ancora in Artico a settembre), e la tendenza degli ultimi anni non lascia in alcun modo pronosticare l'azzeramento estivo dei ghiacci artici. Ma il glaciologo più richiesto non è tipo da darsi per vinto. Anzi, ha sfoderato una chicca inusuale anche per i suoi standard: nel corso della menzionata intervista a Presa diretta, in pochi secondi è riuscito a emettere due vaticini incompatibili tra di loro. Prima ha detto che si attende zero ghiacci artici «in estate e fino a settembre entro 5 anni», e poi che «il periodo di Artico senza copertura di ghiaccio durerà sempre di più, nel giro di 3 anni si allungherà fino a un periodo di due, tre o anche quattro mesi, e il ghiaccio si riformerà solo in inverno».

Insomma, nella stessa intervista l'ineffabile esperto ha previsto un Artico per la prima volta senza ghiacci a settembre entro cinque anni ma anche entro tre anni. Ovviamente nessuno gli ha fatto notare la palese contraddizione. Così funziona l'informazione climatica nell'epoca dell'ideologia del riscaldamento globale antropogenico. (Alessandro Martinetti)