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I carlisti, il patto col diavolo e la campana che redime

C’è un curioso film basco in rete, Errementari (che credo voglia dire «fabbro» o «maniscalco»), che probabilmente non vedremo mai distribuito in Italia. Infatti, in Italia quasi nessuno ha sentito parlare delle guerre carliste in Spagna. Ma che ci interessa per capire i patti col diavolo e la redenzione. 

C’è un curioso film basco in rete, Errementari (che credo voglia dire «fabbro» o «maniscalco»), che probabilmente non vedremo mai distribuito in Italia. Infatti, in Italia quasi nessuno ha sentito parlare delle guerre carliste in Spagna. Il film si svolge nel 1843 e la prima di queste guerre, cominciata nel 1833, è finita da tre anni. La storia si basa su un’antica leggenda basca che parla di Patxi, il fabbro che vendette l’anima al diavolo.

Ma andiamo con ordine. Nel 1830 il re Ferdinando VII abrogò l’antica legge «salica» che impediva alle donne di accedere alla corona. Così salì al trono sua figlia Isabella II. Restò tagliato fuori il fratello del re, don Carlos di Borbone. Si crearono due partiti inconciliabili e la parola passò alle armi. Il fatto è che il partito di Isabella era formato da liberali, massoni e anticlericali che in qualche occasione avevano massacrato religiosi. Con don Carlos si schierarono i cattolici tradizionalisti, che non sopportavano l’accentramento politico alla giacobina instaurato dalla costituzione del 1812, concessa dal re dopo una rivolta militare.

La prima guerra carlista si combatté soprattutto nel Nord e il Paese Basco vi fu pesantemente coinvolto. I requetés (i governativi chiamavano così, straccioni, i ribelli) persero praticamente tutte e tre le guerre ottocentesche, ma ritornarono come corpo internazionale di volontari nella guerra civile del 1936-39 (vi parteciparono anche diversi italiani). Alla prima guerra carlista prese parte anche il fratello di Juan Donoso Cortés, uno dei massimi apologeti cattolici di ogni tempo. Che però, stranamente, Isabella II utilizzava come ambasciatore di Spagna a Berlino e a Parigi.

Nella prima scena del film (regista Paul Urkijo) alcuni carlisti vengono fucilati dai governativi e si favoleggia di un misterioso «tesoro dei carlisti», una cassa di lingotti d’oro che lo zar di Russia avrebbe inviato al generale Zumalacárregui, comandante in capo dei carlisti, a sostegno della sua lotta. Raramente, per non dire mai, si vedono sugli schermi le divise grigie dei carlisti con il basco (boina) bianco. Così è vestito il maniscalco Patxi, che è appunto un reduce carlista. Vive isolato e temuto da tutti nel piccolo villaggio basco di  Avala. Qui nel 1843 arriva un commissario governativo alla ricerca del famoso tesoro.

L’uomo, di nome Alfredo, presume che il fabbro ne sappia qualcosa. Non si sa donde gli venga questa idea, anche perché Alfredo è misterioso pure lui. Il fabbro, si scopre via via, ha fatto un patto col diavolo, e la cosa non deve stupire perché da sempre i fabbri erano sospettati di intrallazzi con gli spiriti maligni. Per esempio, l’antica preghiera chiamata «Corazza di san Patrizio» e attribuita al santo (V secolo) è una tra le più antiche e potenti preghiere di liberazione dal maligno e così comincia: «Io sorgo oggi, grazie a una forza possente, l’invocazione della Trinità… » ed elenca i fabbri accanto a streghe, druidi, incantatori e malefici. Il fabbro, e il vasaio, nei  tempi pagani erano circondati da particolari tabù per via del mestiere: plasmando e dando forma alla materia, in qualche modo imitavano l’attività del Creatore.

Nel film I cavalieri che fecero l’impresa (2001) di Pupi Avati un fabbro fa un patto col diavolo per creare una spada indistruttibile. I denari di Giuda, nel Vangelo, vengono impiegati per comprare «il campo del vasaio» perché è denaro maledetto. Il film Errementari è un fantasy-horror a lieto fine, perciò la trama non ci  interessa qui. Se volete saperlo, Patxi ha realmente rubato l’oro carlista e lo ha fuso a forma di campana. Proprio il suono di questa campana, su cui sono incisi simboli cristiani, gli permetterà di riscattarsi nel finale. Teniamo presente che il suono delle campane benedette si è sempre creduto sia potente contro i demoni. Il solito san Patrizio scacciò i serpenti dall’Irlanda proprio con una campana. E, per restare in tema cinematografico, nel celebre Fantasia di Walt Disney (1940) il diavolo viene scacciato dal suono della campana del convento.