a cura di Benedetta Frigerio
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Governo e autorità religiose in Ghana elevano il livello di allerta attorno alle chiese

Il Ghana confina a nord con il Burkina Faso, il paese dell’Africa sub sahariana in cui nelle ultime settimane chiese e fedeli cattolici e di altre confessioni cristiane sono stati ripetutamente attaccati da gruppi armati quasi sicuramente jihadisti, legati ad al Qaida o all’Isis. Il governo del Ghana ha quindi deciso di rafforzare i controlli ai confini tra i due stati. Nei giorni scorsi inoltre il capo della polizia si è incontrato con monsignor John Bonaventure Kwofie, arcivescovo della capitale Accra, per definire le misure di sicurezza da adottare per proteggere i fedeli nei pressi degli edifici religiosi e mentre partecipano alle funzioni religiose, in particolare nei giorni festivi quando è maggiore l’affluenza alle chiese. “La sicurezza è diventata un grosso problema dopo quello che è accaduto in Sri Lanka e ciò che sta accadendo in Burkina Faso – ha spiegato monsignor Kwofie – è tempo di rimanere vigili, e dobbiamo vedere cosa possiamo fare per proteggere le persone innocenti che vengono in chiesa per pregare. Sarebbe triste che proprio in chiesa dovessero incontrare la morte. Dal momento che la minaccia del terrorismo si sta avvicinando a noi, abbiamo elevato il livello di allerta per affrontarlo”. L’agenzia di stampa Fides riporta che, ad esempio, la Chiesa di Cristo Re, una delle parrocchie dell’arcidiocesi di Accra, ha già proibito l’ingresso in chiesa portando zaini nei quali potrebbero nascondersi armi ed esplosivi. Il Ghana è un paese in maggioranza cristiano: i cristiani sono il 71% della popolazione, gli islamici una minoranza del 17%.