• LA LETTERA

Francesco ha una strategia globale

Chiese ortodosse, islam moderato, il popolo: sono queste le tre sponde della strategia globale di papa Francesco, così come è possibile descriverle anche dopo il viaggio negli Emirati Arabi Uniti.

Papa Francesco all'udienza generale al ritorno dagli Emirati

Caro direttore,

dopo lo storico incontro negli Emirati Arabi è possibile tentare di delineare quale sia la strategia globale di papa Francesco. Occorre partire dalla crisi del cristianesimo nelle società occidentali. Ormai queste società sono dominate sempre di più da una mentalità liberal-radicale, che è essenzialmente anticristiana. Le Chiese appaiono sempre più impotenti a farsi sentire nella sfera pubblica. Anche se occupano ancora un ampio spazio nella società civile, quando però si tratta di fare leggi e di dettare una politica, esse escono regolarmente sconfitte, anche perché l’opinione pubblica, pur professandosi cristiana, è talmente intrisa dalla mentalità liberal-radicale che non prova neppure a contrastare leggi che sono apertamente anti-cristiane (e prima di tutto anti-umane).

Le minoranze combattive, che lottano per difendere i valori umani e cristiani, non sono neppure ben viste dalla maggioranza silenziosa. Del resto, chi dovrebbe guidare il popolo di Dio, appare esso stesso in parte succube di quella mentalità laicista, o comunque non disposto a contrastarla apertamente.

In questo contesto, è molto interessante vedere come si muove la strategia globale di papa Francesco. Essa opera su tre fronti, intesi come sponde, come punti di appoggio per contrastare la mentalità liberal-radicale:

1. La prima sponda è con l’Ortodossia e in particolare con il Patriarcato di Mosca nell’affermare chiaramente i valori morali della famiglia e della vita (si veda la dichiarazione congiunta dell’incontro a Cuba).

2. La seconda sponda è con l’islam aperto (vedi incontro negli Emirati Arabi). Esso rappresenta il modello di una società aperta alla modernità, ma essenzialmente religiosa, non atea. Viene così sfatata la teoria che la religione sia l’oppio dei popoli. Naturalmente, il cammino da fare è ancora lungo, ma la strada è quella.

3. La terza sponda per contrastare la modernità anticristiana è quella del popolo. Nonostante che l’evangelismo americano abbia trovato nel presidente Trump un sostenitore sui temi della vita, tuttavia questo presidente appare troppo compromesso con atteggiamenti elitisti e protezionisti per poter essere preso come sponda. Senza contare che l’evangelismo si sta diffondendo a macchia d’olio nell’America Latina. Per questo papa Francesco preferisce puntare sulla categoria del “popolo di Dio” come salvaguardia delle fede.

Queste dunque sono le tre sponde sulle quali si sta appoggiando la strategia globale di papa Francesco: le Chiese Ortodosse (per l’etica), l’islam moderato (per la religione) e il popolo (per la fede).

Ancora in sordina rimangono altre due possibili sponde: quella cinese, che potrebbe diventare un modello di riconciliazione tra politica e fede; e quella africana, che potrebbe diventare il modello di una Chiesa viva, non più stanca, come quella occidentale, ma carismatica e cattolica insieme.