• IL GIUDICE TRIBUTARIO

"Flat tax solo con meno spesa e soglie di reddito più alte"

"La Flat tax funziona solo se si ferma la spesa pubblica e con soglie reddituali famigliari più alte degli attuali 50mila che non sono sufficienti". Il dibattito della Nuova BQ sui correttivi alla tassa piatta prosegue con il giudice tributario Bandini: "E' la vita che crea ricchezza e non viceversa, il numero di figli va considerato. Il problema costituzionale si risolve introducendo due aliquote sui redditi elevati". Secondo il magistrato fiscale però, bisogna tagliare drasticamente il numero delle tasse italiane. "In Inghilterra sono appena 5". 

“E' la vita che crea ricchezza e non la ricchezza che crea la vita”. Non lo dice un filosofo tomista, ma il giudice tributario. La proposta del governo sulla Flat tax è ancora nebulosa. A non convincere, oltre alle coperture ancora ignote, è il tetto di imponibile fissato a 50mila euro che risulta essere troppo basso e soprattutto non tiene conto della progressività per numero di figli. Una discriminazione a chi di figli ne ha di più. Dopo le proteste del presidente dell’associazione delle famiglie numerose e del docente universitario, anche il giudice della Commissione Tributaria Provincia Ivano Bandini è dello stesso parere in questa intervista alla Nuova BQ.

Giudice, che cosa pensa della proposta della Flat tax?
E’ una riforma che potrebbe rappresentare un passo in avanti: le famiglie italiane e le imprese aspettano un sistema di imposizione fiscale più semplice e più leggero.

La tassa piatta nasce per non tenere in conto la progressività. In molti sono concordi nel vederci una violazione costituzionale. Lei cosa dice?
Non vi è dubbio che un possibile incidente di costituzionalità potrebbe essere sollevato da qualche giudice, assumendo la violazione del criterio di progressività. Sarebbe sufficiente, però, che la tassa piatta si fermasse ad un determinato limite di reddito (65.000 oppure 100.000). Se così fosse, prevedendo una o più aliquote per redditi superiori, ci si porrebbe al riparo da eventuali rischi di incostituzionalità.

Che cosa pensa del limite di 50mila euro proposto da Salvini senza progressività per figlio nella proposta attuale?
Non vi è dubbio che la soglia dei 50.000€, per una famiglia con figli, mediamente due, non sia sufficiente o comunque si arrivi al limite col rischio di superarlo. Di certo, per le famiglie numerose, dai tre figli in su, 50.000 euro non bastano. Il limite dei 65.000 € è già all’interno del sistema tributario italiano per le partite iva, utilizzarlo anche per le famiglie non mi sembra peregrino. Adotterei però l’altro limite dei 100.000 € rapportandolo al numero dei figli. Ricordo che maggiore è la capacità di spesa netta per una famiglia e maggiore è l’opportunità per i figli di conoscenza, di imparare una lingua, di praticare sport, di vivere una vita migliore.

Ma tutto questo costa…
Il buon economista sa bene che lo star bene in famiglia equivale a meno spese sanitarie, a meno insicurezza sociale, a meno preoccupazioni per il futuro. Il ritorno economico per lo Stato è garantito nel tempo.

C’è un solo problema, non di poco conto, che potrebbe spegnere le belle speranze sulla Flat tax: il debito del nostro Stato.
Mi rendo conto che possa essere un ostacolo insormontabile però, ormai, una decisione finale dovrà essere presa.

Più soldi in tasca significa più consumi?
Vero, il ceto medio o chi ha un reddito fisso se si ritrova più soldi in tasca, li spende o li investe; perciò, l'aumento dei consumi non può che portare ad un aumento centrifugo della produzione e delle relative maggiori entrate fiscali, in particolare per l'IVA.

Insomma, al cane bisogna dare comunque in bocca l’osso…
Esatto. Non per avere la bacchetta magica, ma l'unica soluzione per giungere alla tassa piatta sta nel fermare le spese dello Stato. E' come se da domani, per i prossimi 5 o 10 anni, il tetto delle spese della Pubblica Amministrazione fosse pari a quello di ieri. Comprendo che sia un grande sacrificio, però in cambio si avrebbe una notevole diminuzione della imposizione fiscale, a beneficio di molti.

Chi ha il coraggio di fare questo?
Nemmeno Monti ci riuscì, del resto è molto più facile aumentare o inventare nuovi tributi. Però l’unico modo per avere la Flat tax è prevedere anche questa “cura”. Se non si adotta, credo sarà difficile centrare l’obiettivo della tassazione unica.

Conviene?
Sì, perché con una aliquota secca, fino ad un certo reddito imponibile, le manovre politiche – legittime, per certi aspetti – sulle tasse si alleggeriscono e ci si concentra su altri temi della politica. E magari ci si dedica maggiormente su come meglio spendere le imposte che i cittadini pagano.

Che cosa pensa dei carichi di famiglia nel sistema tributario?
Che bisogna rimetterla al centro. Se fino a ieri il popolo ha smesso di generare figli, da oggi si deve, cambiando modo di pensare e di vivere, mettere al mondo figli e figli. Perché è la vita che crea ricchezza; e non la ricchezza che crea la vita.

Il tema tributario: non è tanto il problema di abbassare le tasse, non solo, ma il fatto che oggi le tasse sono tante perché ce ne sono troppe, di diverso tipo, aleatorie nella quantificazione e incerte alla fine dei conti.
Il legislatore agisce con insindacabile discrezionalità sul versante delle tasse. Sul numero dei tributi suggerisco di andare sul sito dell’Unione Europea, all’argomento delle imposte di ogni stato membro; quelle dello Stato italiano sono enumerate in due pagine formato A4, mentre quelle della Gran Bretagna non superano le dita di una mano. Poche imposte ma chiare e semplici.

Sembra un altro pianeta…
Invece…ricorda cosa disse Luigi Einaudi?

No.
Uno dei maggiori flagelli è proprio quello della molteplicità delle imposte. Più si aumentano le aliquote e meno le imposte rendono; per ottenere il rendimento bisogna invece diminuire le aliquote”.

Ora è il contrario. Tutto questo scoraggia le imprese e getta nel panico le famiglie. Non trova?
E’ una questione andata nel dimenticatoio, ma lo Statuto del contribuente andrebbe inserito in Costituzione e non lasciato in legge ordinaria.

Ok per la progressività, ma non si vuole accettare il principio della progressività per figlio.
Famiglia vuol dire casa e casa significa investimento e spese; famiglia vuol dire aiuto per gli anziani; famiglia rappresenta anche una possibilità in più di lavoro per i figli, ad esempio laddove vi sia una azienda o una professione è facile immaginare che vi sia il prosieguo da parte di un figlio; famiglia vuol dire che i figli verseranno i contributi previdenziali per i pensionati e tanto altro.

Lei cosa farebbe?
Se io fossi parlamentare? I figli fino a che non sono autonomi hanno diritto alla sanità e agli studi in modo gratuito. Non è accettabile che si debba pagare un ticket per il pronto soccorso quando un figlio ne ha bisogno. Anche questo rientra nella discussione delle tasse.

Perché al legislatore questo non entra in testa?
La nostra società ha mutato le nostre tradizioni, che vedevano la famiglia come atomo della società. Sono state messe in soffitta. Disgregando con i cambiamenti sociali la centralità della famiglia. Così ogni connessione con la società si perde. Pertanto, andando a colpire o a non sorreggere fiscalmente la famiglia tout court, è evidente che ogni logica di buon senso tributario va a svanire. Il figlio è visto come un peso, come una sorta di vincolo alla libertà sociale; al contrario, dovremmo ricordare che grazie alla famiglia italiana vi fu il famoso miracolo italiano.