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Ermini al Csm. Di nuovo il "patto del Nazareno"

David Ermini alla vicepresidenza del Consiglio Superiore della Magistratura. E' un uomo di Renzi, eletto anche grazie all'appoggio di Forza Italia (e di Gianni Letta in particolare). Se, dunque, questo è il governo del cambiamento, nelle istituzioni "di garanzia" i vecchi partiti contano ancora molto. Come ha dimostrato il ruolo di Berlusconi nella nomina di Foa alla presidenza della Rai, d'altra parte. Ovviamente la polemica infuria.

David Ermini e il presidente Mattarella

Sarà pure la legislatura del cambiamento ma in alcune delle più importanti partite riguardanti le istituzioni “di garanzia” il peso dei vecchi partiti continua ad essere determinante. Se per l’elezione di Marcello Foa alla Presidenza della Rai è stato decisivo il ripensamento di Forza Italia e di Silvio Berlusconi, nelle trattative per  l’elezione del renziano doc David Ermini alla vicepresidenza del Consiglio superiore della magistratura, organo di autogoverno delle toghe, a sbloccare la situazione ha provveduto un asse tra Luca Lotti, uomo di fiducia di Matteo Renzi, Gianni Letta, abile tessitore di alleanze per conto di Berlusconi e del centrodestra, e Cosimo Ferri, magistrato e deputato Pd, cerniera tra destra e sinistra. Un nuovo colpo messo a segno, dunque, dal redivivo Patto del Nazareno, che affonda l’altra cordata giallo-verde messa in piedi dagli alleati di governo.

I grillini gridano al complotto anti-rinnovamento e alla politicizzazione delle toghe, ma scoprono l’acqua calda, perché le alchimie tra le diverse correnti hanno solo cambiato intonazione di colore ma sono le stesse da sempre e il vero problema non è chi prevale ma il metodo con cui prevale. La neutralità della magistratura è un pilastro portante della democrazia e non dovrebbe mai essere messo in discussione. Difficile purtroppo conciliare il principio della terzietà con i bizantinismi che da sempre determinano gli equilibri in seno al Csm, con correnti agguerrite che addirittura manifestano opinioni politiche sui loro siti web.

David Ermini sarà dunque il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura per i prossimi quattro anni. L'elezione, tenutasi di fronte al capo dello Stato Sergio Mattarella, nella sua veste di presidente dello stesso Csm, necessita di tre votazioni: la prima e la seconda a maggioranza qualificata, la terza a chi prende più voti. Con 13 consensi David Ermini, l'ex responsabile Giustizia del Pd nella segreteria Renzi, ha battuto Alberto Maria Benedetti, professore indicato dal M5s, che ha preso 11 voti. Le schede bianche sono state due. In passato il vicepresidente è quasi sempre stato scelto alla prima votazione, perché si era già raggiunta l'intesa tra i suoi componenti. Al suo primo atto, dunque, l’insediamento del nuovo Csm ha già evidenziato spaccature. Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, commentando l'elezione di Ermini, ha scritto su Facebook: «Prendo atto che all'interno del Csm c'è una parte maggioritaria di magistrati che ha deciso di fare politica! Penso che la franchezza sia un valore nelle relazioni istituzionali! Non posso non prendere atto che i magistrati del Csm hanno deciso di affidare la vicepresidenza del loro organo di autonomia ad un esponente di primo piano del Pd, unico politico eletto in questa legislatura tra i laici del Csm. In questi anni, da deputato mi sono sempre battuto affinché, a prescindere dallo schieramento politico, il Parlamento individuasse membri laici non esposti politicamente. Una battaglia essenziale, a mio avviso, per salvaguardare l'autonomia della magistratura dalla politica. Evidentemente sta più a cuore al ministro della Giustizia che alla maggioranza dei magistrati». 

Sempre su Facebook, il vicepremier Luigi Di Maio si è sfogato così: «È incredibile! Avete letto? Questo renzianissimo deputato fiorentino del Pd è appena stato eletto presidente di fatto del Consiglio Superiore della Magistratura. Lo hanno votato magistrati di ruolo e membri espressi dal Parlamento. Ma dov’è l’indipendenza? E avevano pure il coraggio di accusare noi per Foa che non ha mai militato in nessun partito. È incredibile. Ermini è stato eletto a marzo, si è fatto cinque anni in parlamento con il Pd lottando contro le intercettazioni: la riforma che abbiamo bloccato era proprio la sua. Ora lo fanno pure vicepresidente. Il Sistema è vivo e lotta contro di noi». 

Appena eletto, Ermini ha dichiarato al Csm: «Ho già chiesto la sospensione dal Partito democratico perché ritengo che quando si assume un incarico istituzionale si deve avere la possibilità di essere liberi. Quando veniamo qui ognuno di noi dismette la casacca che aveva un minuto prima e risponde solo alla legge e alla Costituzione». Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto a Ermini gli «auguri per il suo lavoro. Inizia la nuova pagina del Csm che è un organo collegiale, che porta insieme la responsabilità dei compiti che gli sono assegnati dalla Costituzione».

Non poteva mancare la reazione del segretario Pd, Maurizio Martina, che ha così replicato alle critiche pentastellate: «Ci sono dichiarazioni gravissime da parte di autorevoli rappresentanti di governo sul Csm. Addirittura il Ministro della Giustizia. Dimostrano in questo modo di non avere alcun senso dello stato. Il governo rispetti la costituzione e l'organismo di autogoverno della magistratura». E il presidente dem, Matteo Orfini: «Il nuovo partito unico della destra è nato, guidato da Salvini, Di Maio e Berlusconi. Ieri l'accordo sulla Rai e sulle tv. Oggi l'attacco violento alla magistratura, guidato dai neoberlusconiani Di Maio e Bonafede».

L’ex segretario del Pd Matteo Renzi ricorda che Ermini era stato eletto mesi fa al Csm con oltre 700 voti parlamentari, incassando quindi, non solo le preferenze del Pd, ma di un arco politico più ampio, inclusi i 5 stelle. «Di Maio urla che l’elezione del vicepresidente del Csm è un complotto di Renzi e del Pd. Allucinante», scrive a tal proposito su Facebook l’ex segretario Pd Matteo Renzi. E poi su Twitter: «Di Maio abolisce persino la logica, grida al complotto per Ermini al Csm e non ricorda che Ermini è stato eletto anche coi voti grillini (723!). Ermini è stato poi scelto dai giudici come vicepresidente. Per ora vige ancora la Costituzione, non la piattaforma #Rousseau».

Ma al netto delle prevedibili polemiche di queste ore, c’è da sperare che Ermini possa davvero dimostrarsi super partes e assicurare al Csm una navigazione all’insegna dell’armonia istituzionale e del rispetto dell’equilibrio tra il potere giudiziario e gli altri poteri.