• L'OSPITE

Elezioni anticipate? Sì, ora è l'ora

Il governo giallo-verde è finito. Con tutta evidenza era finito da tempo, almeno dal giorno delle elezioni europee. La crisi di governo perciò è necessaria e l'obiettivo deve essere andare alle elezioni a ottobre. Se crisi ed elezioni non fossero ora, non fossero al più presto... ogni più fosco scenario sarebbe possibile.

Matteo Salvini

Il governo giallo-verde è finito. Con tutta evidenza era finito da tempo, almeno dal giorno delle elezioni europee, in cui i grillini dimezzarono i loro voti e la Lega li raddoppiò, raggiungendo la fantasmagorica quota del 34,8% dei voti e più che doppiando gli alleati-avversari. Ma per una serie di motivi - e soprattutto per le incertezze e le paure di Salvini,  che temeva manovre quirinalizie per dar vita a un governo tecnico simil-Monti e rinviare ‘sine die’ le elezioni - la crisi, nei fatti già in atto, si è trascinata in questi mesi senza mai esplodere. Anche per i ciechi però è parso evidente che l’uno-due di martedì e di mercoledì (approvazione del decreto Sicurezza bis con i violenti maldipancia dei grillini, e spaccatura netta che più netta non si può sulla TAV), rappresentava la fine di un esperimento non più ripetibile.

E Salvini si è deciso. Noi non siamo una democrazia normale, lo sappiamo,  ma questa volta anche Salvini dovrebbe essere convinto, visto anche che Mattarella ha ormai dato ampie garanzie che di fronte a una crisi di governo non tenterebbe giochetti tecnici alla Monti. I sondaggi sono tutti dalla parte della Lega che, in alleanza con la Meloni e anche senza l’indesiderato Berlusconi, vincerebbe alla grande le elezioni e potrebbe guidare da Presidente del Consiglio la prossima legislatura (che fra l’altro eleggerà il Presidente della Repubblica).

È utile una crisi adesso, una crisi in agosto, una crisi a Parlamento chiuso da ieri per le ferie estive? Sì, una crisi adesso è non solo utile ma necessaria, una crisi adesso serve al bene del Paese che non può più sopravvivere in queste condizioni. Una crisi in pieno agosto? Sì, una crisi in pieno agosto, perché non ci sono impedimenti e la politica è più forte di qualunque calendario; e i precedenti, se non ci sono, li creiamo ora. E con la crisi in agosto si guadagna anche un mese perché in agosto tanto non si fa nulla. E dunque sì a una crisi di governo immediata per andare a elezioni ai primi di ottobre (non si è mai votato in ottobre? E allora? Quest’anno si vota perché nulla lo impedisce e la politica è più forte di qualunque calendario).

Una crisi di governo ora, subito, per dire agli italiani che a ottobre si voterà per una politica diversa, sviluppista e non anti-sviluppista, pro infrastrutture al Nord e al Sud, una politica pro aziende e pro lavoro, pro famiglia in senso vero, con tanti bei dobloni per uscire dall’imbuto mortifero del crollo demografico, una politica per l’autonomia delle regioni e per la sussidiarietà. Certo, per la sussidiarietà perché abbiamo bisogno non solo che le regioni possano dare il meglio di sè, ma che la società torni protagonista, che le persone tornino protagoniste,

E c’è da augurarsi che la crisi adesso e la fine dell’innaturale connubio Lega-5Stelle faccia anche rinsavire chi di dovere sui rapporti con l’Europa. Perché Salvini non può continuare a litigare con tutti, a schifare ogni alleanza con i paesi europei nostri partner tradizionali. Ed è anche per questo che la formula del centro-destra completo e unito sarebbe la preferibile.

E dunque crisi di governo subito sia! Per elezioni al più presto! Perché di questo l’Italia ha bisogno. Se crisi ed elezioni non fossero ora, non fossero al più presto,... ogni più fosco scenario sarebbe possibile.

Il Romano Osservatore