• RICORDANDO SAN BOSCO

Educazione, un problema politico

Don Bosco e Don Giussani hanno avuto la comune coscienza che il problema educativo costituisce sia un problema personale, che riguarda in primis e soprattutto i genitori, ma, per la sua rilevanza, costituisce anche un imponente problema di carattere sociale e politico.

San Giovanni Bosco
Caro direttore,
Il 31 gennaio la Chiesa ha ricordato San Giovanni Bosco, grande santo, a cui lo Spirito ha donato un prodigioso carisma, che si è espresso sul versante educativo innanzi tutto, oltre che sul versante sociale. In un intervento che mi è toccato di fare nel 1988, in occasione dell’apertura delle manifestazioni per il primo centenario della morte del Santo, ho avuto modo di sottolineare che il metodo educativo di don Bosco era caratterizzato dalle dimensioni della condivisione, della gioia, della popolarità e della integralità. Insomma, don Bosco è stato un gigante dell’educazione nel secolo XIX.
 
Ho avuto la ventura di incontrare un gigante dell’educazione del secolo XX, il servo di Dio don Luigi Giussani, che ebbe a dire, come probabilmente molti sanno: “mandateci nudi per le strade, ma lasciataci il diritto di educare i figli” e che spesso ebbe a ripetere che la vera emergenza del nostro Paese era quella educativa. In questi giorni, nei quali ho avuto modo di ritornare su queste tematiche, mi sono venute in mente molte affermazioni di don Giussani, che confermano come egli abbia dedicato tutta la vita all’educazione di giovani e non più giovani.
 
Nel libro “Generare tracce nella storia del mondo” (Rizzoli), scritto assieme a don Stefano Alberto e don Javier Prades, don Giussani sottolineava l’essenzialità del problema educativo, sia a livello personale che a livello sociale, con queste parole: “La libertà ha la sua espressione privilegiata nel poter educare. La parola ‘libertà di educazione’ ha un primo risvolto che ne sottolinea il valore di condizione irrinunciabile per una espressività umana compiuta….In secondo luogo, essa indica la dinamica intrinseca del processo educativo…..Se questa libertà  è inerente all’educazione, si comprende allora come la condizione essenziale per una dignità dello sviluppo educativo e di una cultura risieda nella possibilità di valorizzare la propria posizione culturale e di comunicarla, liberamente, ad altri…..La preoccupazione educativa è certamente il più grande segno di volontà di dono e di passione amorosa per l’uomo. Nella vita concreta, la prima libertà non è verso me stesso, per così dire, ma verso chi amo: il figlio, il fratello, ma, cristianamente parlando, anche il più estraneo di tutti…..Oggi si parla tanto di pluralismo educativo, ma di fatto non lo si tollera, fino al punto che Paolo VI osò parlare di “terrorismo culturale”, per indicare la gravità di una situazione in cui tutto il processo educativo e culturale è schiavizzato dal potere”.
 
Caro direttore, Don Bosco e Don Giussani hanno avuto la comune coscienza che il problema educativo costituisce sia un problema personale, che riguarda in primis e soprattutto i genitori, ma, per la sua rilevanza, costituisce anche un imponente problema di carattere sociale e politico, in quanto il potere dovrebbe sempre favorire e tutelare la libertà di educazione.
 
Il potere, invece, tende fatalmente a voler indirizzare l’educazione nella direzione più comoda per sé, tanto è vero che i regimi dittatoriali si impossessano in modo esclusivo della scuola, spodestando genitori e Chiesa. Il problema educativo, quindi, coinvolge la responsabilità personale di ogni adulto di trasmettere il proprio patrimonio culturale a figli e nipoti; ma coinvolge anche la nostra responsabilità politica, che deve indirizzare il potere lungo la strada della libertà. Anche su questo fronte, mi sembra che i cattolici siano attualmente molto timidi e che si limitino ad assicurare la libertà di educazione solo ai ricchi. Ai nichilisti, in fondo, va bene, perché la loro cultura è già quasi monopolista, nella scuola statale.
 
Che San Giovanni Bosco ci aiuti e che Dio perdoni le nostre distrazioni in materia.