• EFFETTO GRETA

Ecco come tutti i partiti si stanno tingendo di Verde

Paradossalmente, dopo l'estinzione del partito dei Verdi (che non ha mai avuto successo), tutti i partiti adottano programmi ecologisti. Sarà l'effetto Greta, o il nuovo ambientalismo della sinistra americana, fatto sta che il Pd, col sindaco Sala in primo piano, M5S e Forza Italia (con la Carfagna) diventano ecologisti. Per prendere voti.

Milano, il Bosco Verticale

La tutela dell’ambiente è da sempre presente nei programmi di tutti i partiti politici. Negli anni Ottanta nacque in Italia la Federazione dei Verdi, che ha sempre fatto della difesa dell’ambiente la sua battaglia principale. A differenza di altri Stati europei, in Italia storicamente i Verdi alle elezioni hanno raccolto percentuali a una cifra e sono sempre stati costretti ad allearsi con le altre forze di sinistra, ottenendo di volta in volta qualche poltrona. Il loro peso specifico nelle coalizioni di governo di quell’area politica è sempre stato pressochè irrilevante, sia per la scarsa sensibilità popolare ai temi ambientali sia perché anche gli altri partiti si sono detti a loro modo ambientalisti e hanno cercato di far passare un assunto peraltro ineccepibile: non si può fare un programma di governo incentrato soltanto sull’ambiente ed è utopistico pensare che una forza politica esclusivamente ambientalista possa gestire la cosa pubblica senza dimostrare sensibilità anche ad altri temi ugualmente se non addirittura più importanti.

Oggi, con l’affievolirsi dell’identità dei verdi come partito, e anche a seguito del fenomeno Greta, con tutti gli strascichi in termini di dibattito culturale e di propaganda ambientalista su base mondiale, tutte le forze politiche si stanno convertendo ad un ambientalismo che in verità ha il sapore ipocrita di un tentativo maldestro di conquistare consensi puntando su un tema oggi più “sensibile” rispetto al passato.

Proprio la scorsa settimana il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, sull’onda del successo olimpico, con la conquista del traguardo del 2026 (Olimpiadi invernali a Milano e Cortina), non ha escluso di ambire a ruoli nazionali né di voler costituire un nuovo partito di matrice ambientalista. Ha detto chiaro e tondo che a lui i moderati non interessano, che secondo lui non esiste l’esigenza di occupare il centro dello schieramento politico e che invece occorre prendere posizioni nette e convinte sui temi più sensibili, dall’ambiente alla giustizia sociale. «I giovani – ha ringhiato il primo cittadino meneghino - sentono poco la politica. Purtroppo sentono ancora meno il Pd, visto come un partito vecchio e litigioso. Ma questo ci mette davanti a una grande opportunità. Non ci sono alternative. O il Pd riesce a cambiare rapidamente pelle e a presentarsi come un partito più moderno che affronta seriamente i temi più sensibili, dall’ambiente alla giustizia sociale, oppure ci penserà qualcun altro».

Anche nei Cinque Stelle il tema è “caldo” e, nei giorni scorsi, si è addirittura parlato della costituzione di una corrente pentastellata di matrice ambientalista, capitanata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni. Lui non ha affatto smentito, anzi sul blog del Movimento ha postato un suo intervento sullo sviluppo sostenibile, legando innovazione, lavoro e salute. «Un circolo virtuoso – ha scritto - su cui dobbiamo e vogliamo investire massicciamente, anche perché non c’è più tempo da perdere e il pianeta ce lo sta facendo capire già da diversi anni».

«Da quando siamo al Governo - ha rivendicato Buffagni - abbiamo investito 11 miliardi per mettere in sicurezza la nostra terra, 800 milioni per ridurre l’inquinamento dell’aria, 500 milioni per l’efficienza energetica dei comuni, 500 milioni per la mobilità dolce, abbiamo introdotto incentivi per le auto elettriche e ibride, abbiamo realizzato un Piano Energia e Clima che ci porta fuori dal carbone entro il 2025, fatto leggi che aprono nuovi settori nell’economia circolare. Abbiamo fatto molto, ma non è abbastanza e l’ambiente non aspetta certo i tempi dei burocrati di Bruxelles. Dobbiamo agire su larga scala e dobbiamo farlo subito: l’UE sblocchi gli investimenti green dal calcolo deficit/pil e consenta una vera riconversione ambientale dell’Europa!».

Si tratta di veri e propri proclami elettoralistici, che i Cinque Stelle cercheranno di spendersi nelle prossime tornate elettorali soprattutto con i giovani chiamati a votare per la prima volta. Molti italiani hanno voltato le spalle ai pentastellati anche perché li hanno giudicati uguali agli altri nell’attaccamento al potere e nel tradimento delle promesse fatte in campagna elettorale, anche sul contrasto alle emergenze climatiche.

Neppure Forza Italia sembra immune dalla strumentalizzazione delle idee ambientaliste. Tra i maggiorenti del partito volano gli stracci e il rischio implosione è concreto. Ma uno dei due coordinatori nominati da Silvio Berlusconi nelle settimane scorse per frenare l’emorragia di consensi e quadri dirigenti, vale a dire Mara Carfagna, ha annunciato di voler intraprendere una vera e propria crociata ambientalista. Secondo lei Forza Italia dovrebbe spostarsi verso il centro, adottando posizioni più vicine a quelle del conservatorismo moderato europeo aperto alle istanze dell’ambiente e dei diritti civili. La vicepresidente della Camera, oltre ad aver preso più volte posizione a favore dei diritti della comunità LGBTQ, criticando per esempio il Congresso delle Famiglie di Verona, ha parlato di questioni ambientali e del suo interesse per il cosiddetto “Green new deal”, un aggressivo pacchetto di norme di cui si discute negli Stati Uniti per contrastare il cambiamento climatico. Vuole insomma riempire di ingredienti ambientalisti anche il programma forzista, che ha sempre puntato su altre priorità.

Tutte queste sortite pro-ambiente di leader politici dei vari schieramenti confermano il “populismo” che attraversa gran parte dei partiti. L’ambiente si difende quotidianamente anche con i piccoli gesti e c’è da scommettere che più di un attore politico che si professa ambientalista magari nel privato è tra quelli che contribuiscono a danneggiare l’ambiente. Ma per un pugno di voti si fa qualunque cosa.