a cura di Benedetta Frigerio
  • Sri Lanka

È stata riaperta per alcune ore nello Sri Lanka la chiesa dedicata a sant’Antonio

Da martedì 7 maggio alla sera del giorno successivo è stato riaperto il santuario dedicato a Sant’Antonio da Padova a Kochchikade, una delle tre chiese attaccate nello Sri Lanka dai jihadisti il giorno di Pasqua. Tra controlli di sicurezza serrati, i fedeli hanno così potuto onorare il santo come è consuetudine il primo martedì di ogni mese. Tuttavia non sono state celebrate messe o altre funzioni e l’edificio è stato poi chiuso per consentire il proseguimento dei lavori di ricostruzione e restauro. Il santuario è molto famoso ed è visitato da pellegrini non solo cristiani. Tra i visitatori durante le poche ore di apertura, riporta l’agenzia AsiaNews, c’era ad esempio Gopi Kirubaharan, un tamil indù, in coda insieme alla famiglia, che ha detto: “c’è voluta mezz’ora di coda per arrivare alla statua di sant’Antonio e baciarla, ringraziando il santo per ogni cosa. Noi veniamo in questo santuario due-tre volte la settimana, ma dopo l’esplosione di Pasqua non siamo potuti venire. Oggi è il primo giorno dopo due settimane. Quelle due settimane ci sono sembrate due anni”. AsiaNews ha raccolto alcune testimonianze tra i visitatori cristiani. Tre giovani, Percy, Ranjith e Nevi: “la nostra fede in Dio, il nostro amore per sant’Antonio non può essere distrutto da nessun attacco o da un kamikaze. Nella nostra vita dovremo affrontare sempre momenti come questo”. Stephen, un businessman di Colombo, al santuario con la moglie e una figlia: “la morte è il destino comune per noi uomini, è il nostro destino sulla terra. Per noi cattolici, poi, questo significa entrare nella vita eterna. Sebbene venire qui ci fa ricordare tutti i nostri fratelli e sorelle che sono stati uccisi, noi crediamo che essi sono nelle braccia di Dio”.