a cura di Benedetta Frigerio
  • Madagascar

È morto il sacerdote aggredito brutalmente il 9 febbraio in Madagascar

 

Padre Nicolas Ratodisoa è deceduto il 14 febbraio in Madagascar per le ferite riportate durante una aggressione. Il 9 febbraio stava rientrando in motocicletta al centro di formazione Soanavela dove lavorava, dopo aver portato l’Eucarestia a un malato, quando, lungo la strada per la città di Mahitsy, è stato brutalmente aggredito da alcuni malviventi che, dopo averlo rapinato, gli hanno sparato alle spalle, lo hanno calpestato e preso a calci mentre giaceva a terra e infine gli hanno sparato una seconda volta colpendolo alla spina dorsale. Con padre Nicolas è stata uccisa anche un’altra persona. L’agenzia di stampa Fides riferisce che Monsignor Odon Razanakolona, arcivescovo della capitale Antananarivo, ha annunciato un esposto alle autorità in cui mette sotto accusa “le inefficienze e le complicità della polizia affermando che alcuni poliziotti sono in combutta con i criminali, ai quali affittano le loro armi”. Nel caso dell’agguato a padre Nicolas, l’Arcivescovo sostiene che “la gendarmeria nazionale della città non ha risposto alla richiesta di soccorso della popolazione, giungendo sul luogo dell’imboscata con notevole ritardo”. Già in altre occasione gli abitanti di Mahitsy hanno denunciato la lentezza con cui le forze dell’ordine intervengono. Anche la Commissione Episcopale “Giustizia e Pace”, riporta Fides, ha chiesto alla polizia di combattere più efficacemente la crescente insicurezza nel paese. La ferma presa di posizione della Chiesa cattolica ha ottenuto qualche risultato. Le autorità hanno arrestato otto persone che si sospetta abbiano preso parte all’aggressione. Inoltre il segretario della Gendarmeria Nazionale ha rimosso dal suo incarico il responsabile della Gendarmeria di Mahitsy e ha messo sotto indagine alcuni gendarmi.