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Duomo, nel "palinsesto" serale Il Volo canta per la banca

Dopo Giorgia, il Duomo di Milano apre le porte per un evento esclusivo e privato di una banca. Ad esibirsi, in un repertorio misto tra sacro e profano, Il Volo. Dunque la Cattedrale si può affittare per feste private? A tutti o solo a richiedenti speciali previa lauta donazione? Così il vescovo Delpini cede il luogo più sacro per i milanesi alle elite economiche e per scopi privati e non ecclesiali.
-#SALVIAMOLECHIESE: LA CAMPAGNA DELLA BUSSOLA

Si vede che ci hanno preso gusto. In diocesi a Milano devono avere molto a cuore la musica pop. A pochi giorni dal concerto di Giorgia nella sontuosa cornice del Duomo, si scopre che il principale tempio cittadino è stato teatro di un altro concerto.

Questa volta ad esibirsi è stato il noto gruppo “Il Volo” che porta avanti nel mondo il made in Italy musicale con un repertorio decisamente classico. E classico, con punte natalizie, è stato infatti il programma andato in scena l’altra sera per un evento esclusivo. Così esclusivo che neppure si sapeva del concerto dato che si è trattato di un evento a porte chiuse e a inviti.

Privato, dunque. Protagonista la Banca Mediolanum che ha chiamato a raccolta clienti e dipendenti per un concerto natalizio con i tre cantanti a fare da guest star. Il concerto è stato a sorpresa, nel senso che si è saputo soltanto a cose già fatte quando le cronache hanno riferito dell’estasi canora raggiunta nel magico luogo.

Il quale “magico luogo” è una chiesa, cattedrale per altro, e solitamente non dovrebbe essere utilizzata per concerti dal vago sapore religioso. Da O sole mio ad Adeste fideles, da Grande amore, il successo grazie al quale il Volo ha vinto il Festival di Sanremo, a Maria di West side story, il palinsesto musicale ha spaziato così tra il sacro (natalizio) e il profano in una vorticosa commistione di generi. Non proprio ciò che la Chiesa con le sue regole impone all’uso profano degli spazi sacri: musica sacra e solo quella e niente a pagamento, vedasi la De concentibus in ecclesiis del 1987 che definisce “il principio che l’utilizzazione della chiesa non deve essere contraria alla santità del luogo” e determina il criterio secondo il quale si deve aprire la porta della chiesa a un concerto di musica sacra o religiosa, e la si deve chiudere ad ogni altra specie di musica.

Ora, non avrebbe tanto senso stare a disquisire sul fatto che l’evento dell’altra sera ha rispettato a metà le indicazioni, per colpa di alcuni pezzi smaccatamente profani. Sarebbe un comodo sotterfugio per passare in cavalleria la cosa.

Che è grave, non tanto perché a farsi fruitore esclusivo del Duomo cittadino è stata una banca, ma perché il vescovo di Milano mostra di concedere con così grande facilità un luogo che, in quanto sacro, dovrebbe essere “a parte” cioè sottratto alle lusinghe del mondo per non metterne a repentaglio la sua caratteristica di segno perenne del mistero cristiano che vi si celebra tutti i santi giorni.

Questo anche dopo aver valutato tutte le migliori intenzioni, compresa quella, immaginiamo, di fare del bene alle Opere della diocesi con una cospicua donazione per l’incomodo. E infatti la diocesi ha preso sul serio il prestigioso ospite, chiudendo la chiesa all’orario solito alle 18.30 e allestendo tutto lo show in un batter d’occhio. Allestimento, ingresso degli invitati, performance, applausi e il giorno dopo il Duomo era già pronto per riaprire per fedeli e turisti. "Qua dentro c'è l'1% del pil del Paese", commentano entusiasti i giornalisti. 

Un blitz del quale, se non fosse stato per le cronache appunto, nessuno si sarebbe accorto. Ma di cui si è ben accorto il vescovo che avrà chiesto, immaginiamo qualcosa in cambio per l’incomodo. Non parliamo di affitto ovviamente, perché non siamo così venali.

Però un dubbio sorge al netto delle belle parole che si usano spesso sulle chiese che devono essere date ai poveri e usate dai poveri. Quindi il Duomo si può usare per feste private?

Sembra di sì, ma qual è il criterio? Se un semplice cittadino, volesse il Duomo per il compleanno di suo figlio, glielo darebbero? Se sì, allora porte aperte a cani e porci (il cittadino farebbe la parte del maialino), ma se no, sarebbe interessante conoscere quale sia il criterio: il pubblico interesse? No, perché un evento privato di una banca non è di pubblico interesse; oppure l’offerta generosa che viene fatta? Allora è la prova che il Duomo si può affittare a tariffario; Oppure ancora l’amicizia con questo o quel vescovo titolare? Allora sarebbe la prova che lo si dà solo agli amici e agli amici degli amici.

Insomma, comunque la rigiri, non sta in piedi. L'arcivescovo Delpini ha così ceduto alle elite economiche il tempio più sacro per i milanesi. Ma se passa il principio che la chiesa debba essere un mero contenitore vagamente spirituale chiamato "bene culturale ecclesiastico"; se passa la regola che in chiesa ci si possa fare anche molto altro rispetto al culto esclusivo, allora effettivamente il Duomo di Milano è una location perfetta per molte altri "eventi magici" fatti con le migliori intenzioni e senza alcuna malizia per i richiedenti.

I quali dovranno soltanto infarcire la richiesta di utilizzo con intenti vagamente religiosi o spirituali. Che so, la sagra del pesce San Pietro per i poveri della città. Basterebbe per inoltrare una richiesta?