a cura di Benedetta Frigerio
  • Costa d’Avorio

Due chiese profanate in Costa d’Avorio

Dal mese di dicembre 2018 in Costa d’Avorio, nella diocesi di Yopougon, si sono verificati due casi di profanazione di chiese. Lo ha rivelato il vescovo della diocesi, monsignor Jean Salomon Lézouitié, domenica 24 febbraio durante una messa nella parrocchia di Saint Marc des Toits rouges. Una prima chiesa, Notre Dame de l’Océan, a N’Djem, nella parrocchia di Saint Jean baptiste de Sassako, è stata profanata alla vigilia di Natale. La seconda chiesa colpita, a febbraio, è quella delle suore passioniste nella parrocchia di Saint Bernard d’Adiopodoumé dove è stato anche rubato un ostensorio che conteneva un’ostia consacrata. Non è la prima volta che delle chiese vengono profanate, ma a preoccupare monsignor Lézouitié è il fatto che gli ultimi due episodi si siano verificati a così poca distanza uno dall’altro. In molte parrocchie della diocesi i tabernacoli sono di legno ed è quindi facile romperli e rubarli. Per evitare altri incidenti monsignor Lézouitié ha raccomandato ai parroci di sostituirli con tabernacoli fissi: “i tabernacoli devono essere inamovibili come ci raccomanda la Chiesa nel codice di diritto canonico – ha detto – e solo i sacerdoti e i sagrestani devono averne la chiave. Bisogna prendere provvedimenti affinché i tabernacoli non siano più oggetto di profanazione”. Nel 2018, il 29 gennaio, era stata rubata la statua della Madonna nella chiesa di Saint Joseph Charpentier. La statua era poi stata rinvenuta in un canale di scolo a pochi metri da un distributore di benzina, avvolta in un pezzo di stoffa.