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Dote scuola, la Lombardia continua a dare l’esempio

È stata approvata dalla Giunta lombarda la delibera con cui vengono stanziati 286 milioni di euro per finanziare le misure a sostegno del sistema di istruzione e formazione professionale e della «Dote scuola». Le decisioni prese sono a garanzia della libertà di scelta educativa da parte della famiglia ed evitano di cadere nell’artefatta contrapposizione fra scuola statale e paritaria, favorendo invece la loro coesistenza.

In Italia non è libera, la famiglia, di educare e formare i propri giovani secondo la propria legittima visione della realtà, in un ambito di valori civili. Lo Stato non la ritiene in grado di prendere libere decisioni rispetto al futuro dei propri figli. La famiglia è “interdetta”. Paga le imposte per la scuola pubblica (di tutti), ma non può sceglierla. La Costituzione italiana enuncia una libertà che non è garantita, oltre ogni logica di Stato di diritto che è tale nella misura in cui sa “garantire” (cioè far sì che si realizzino) i diritti che “riconosce”.

Ma se questo avviene lungo la Penisola e sembra scoraggiarci, giunge come una conferma un segnale dalla Regione Lombardia. Al tavolo di concertazione siedono ormai da più di 15 anni le associazioni dei genitori, dei gestori, dei docenti delle scuole paritarie cattoliche, di ispirazione cristiana, laiche. Non c’è spazio  né tempo per gli individualismi: occorre domandare una continuità delle politiche a favore della libertà di scelta educativa. E cosi si alternano i presidenti di Giunta, da Maroni a Fontana, gli assessori da Aprea a Rizzoli, ma li accomuna - loro come le associazioni - quel senso di responsabilità che caratterizza solo chi serve la realtà e invoca una sana continuità delle politiche scolastiche. Queste, mentre garantiscono la liberà di scelta educativa, il pluralismo educativo gravemente compromesso lungo la Penisola ma non in Lombardia, rappresentano una gestione responsabile dei danari pubblici.

La Regione Lombardia da sempre ha compreso che azioni di diritto responsabili fanno bene al diritto, all’economia e alla cultura: è al top della graduatoria Ocse-Pisa. Infatti, impedire la libertà di scelta educativa, azzerare il pluralismo educativo ha un costo sociale ed economico non indifferente (10.000 euro in media l’allievo della scuola statale contro i 500 euro dell’allievo della scuola paritaria… altro che “senza oneri per lo Stato”! È  il suo primo finanziatore, quest’ultima!). Allora, mentre si sprecano le parole e ci si illude che non parlarne faccia dimenticare ai cittadini le promesse disattese e il diritto tradito, da Regione Lombardia giunge un gesto di responsabilità, di continuità politica (non sempre è sano demolire o ignorare le politiche sane di chi ci ha preceduto; spesso è segno di incompetenza… perché un’idea buona si leva alta sopra le visioni di partito), verso un impegno concreto a favore:

a) della garanzia della libertà di scelta educativa;

b) dell’opposizione a qualsiasi lettura ideologica e faziosa di contrapposizione costruita ad arte fra scuola statale e paritaria;

c) del pluralismo educativo come un valore aggiunto da non perdere.

È stata approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Istruzione, Melania Rizzoli, la delibera con cui vengono stanziati 286 milioni di euro per finanziare le misure a sostegno del sistema di istruzione e formazione professionale e della «Dote scuola» per l’anno scolastico 2019/20. Come ha detto l’assessore Rizzoli: “È il motivo per cui questa delibera, che non si limita a stanziare fondi ma che delinea le politiche generali su istruzione e formazione, è in stretta continuità con quelle del passato: perché erano e sono idee buone, che hanno dato e continueranno a dare frutti”.

Un sistema di contributi e riconoscimenti incardinato su alcuni principi: “Noi crediamo”, ha aggiunto l’assessore Rizzoli, “in una formazione professionale di alta qualità, che porti per sua natura verso il lavoro; sosteniamo economicamente la libertà delle famiglie di scegliere i percorsi educativi per i figli, garantita dalla legge ma poi quasi mai sostenuta dallo Stato. E una famiglia, che sa di poter contare su un contributo certo, può fare scelte più libere. Così come crediamo che sia giusto premiare gli studenti meritevoli, e soprattutto teniamo nella massima considerazione i problemi delle famiglie con figli disabili”. Ci si augura che questo gesto di intelligenza e responsabilità giunga sino a Roma. Chi ha orecchie (ben funzionanti) intenda: è unica la strada verso la libertà di scelta educativa e il pluralismo formativo, cioè il costo standard di sostenibilità.

Questi i punti strategici delle linee di indirizzo approvate dalla Giunta regionale:

DOTE SCUOLA. Sono state confermate le misure tradizionali del modello della Dote Scuola per il sostegno al diritto allo studio degli studenti, con lo stanziamento di risorse per 40.5 milioni di euro, così suddivisi:

- Il buono scuola (23 milioni) per le famiglie con figli che frequentano le scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado e il contributo per l’acquisito di libri di testo, di strumenti per la didattica e di dotazioni tecnologiche (10.5 milioni), nel limite di determinati parametri reddituali;

- I servizi di sostegno didattico per gli allievi con disabilità nelle scuole non statali e paritarie di ogni ordine e grado (4.5 milioni più un milione per quelli che frequentano le scuole dell’infanzia non statali e non comunali);

- La «Dote merito» (1.5 milioni), che premia gli studenti eccellenti nei percorsi di istruzione e di istruzione e formazione professionale con esperienze formative in contesti all’avanguardia, in Italia e all’estero.

I BENEFICIARI. Nell’anno scolastico in corso sono 23.500 gli studenti che beneficiano del buono scuola, con una positiva tendenza in aumento (500 studenti in più dell’anno precedente) che testimonia una crescita di fiducia da parte delle famiglie, fiducia che noi dobbiamo sostenere: “È una misura di libertà”, ha affermato l’assessore Rizzoli. I beneficiari del sostegno agli studenti con disabilità sono attualmente 2.000, più altri 1.800 nelle scuole per l'infanzia; il contributo per il materiale didattico è rivolto a una platea di 76.000 ragazzi, mentre la Dote merito ha raggiunto 2.500 studenti.