a cura di Benedetta Frigerio
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Dopo l’assoluzione di Asia Bibi, in Pakistan si rinnova la richiesta di punire chi abusa della legge sulla blasfemia

 

In Pakistan militanti di organizzazioni che difendono in diritti umani ed esponenti di diverse religioni prendono coraggio e tramite i mass media e i social network chiedono al governo provvedimenti per impedire che si abusi della legge sulla blasfemia come è successo nel caso di Asia Bibi, assolta dall’accusa di aver offeso il Profeta dopo nove anni di carcere. “La polizia deve arrestare Qari Mohammad Salim e le due donne musulmane che hanno inventato false accuse di blasfemia contro Asia Bibi – ha detto all'agenzia Fides Taskeen Khan – è tempo che lo stato corregga questo abuso, altrimenti continuerà impunemente”. Rashid Gill, cattolico, coordinatore della Commissione "Giustizia e pace" dei Superiori Maggiori a Karachi, ha spiegato: "È triste constatare che, per questioni personali, si invoca e si abusa della legge sulla blasfemia. Chiediamo che ai falsi accusatori accertati si dispensi la stessa pena inflitta ai blasfemi, in ogni singolo caso di presunta blasfemia. Questo sarà l'unico modo per fermare l'abuso della legge sulla blasfemia”. Attualmente chi sporge denuncia con affermazioni false rischia fino a sette anni di carcere e circa 1.330 euro di multa. A marzo la Commissione per i diritti umani del Senato ha proposto che le pene per false accuse diventino pari a a quelle pregiste per i reati denunciati, ma il partito islamico Jui-F ha chiesto e ottenuto che il testo degli emendamenti fosse sottoposto al giudizio del Consiglio per l’ideologia islamica che in passato ha suggerito di rendere obbligatorio per chi denuncia produrre prove concrete e di far giudicare i casi di blasfemia dai tribunali di secondo grado e non di primo grado come tuttora succede. Il giornalista musulmano Babar Ayaz dopo l'assoluzione di Asia Bibi ha detto: “elogio i giudici della Corte Suprema per aver preso una posizione coraggiosa contro l'uso improprio della legge sulla blasfemia. Prima che Zia-ul-Haq, ex presidente del Pakistan, estendesse l'applicazione della legge sulla blasfemia, vi erano pochissimi casi di denunce nel paese”. Secondo la Commissione "Giustizia e pace" dal 1987 al 2014 sono stati denunciati di blasfemia 633 musulmani, 494 ahmadi, 187 cristiani e 21 indù. Nella maggioranza dei casi si è trattato di false accuse.