• BOND È DONNA

Dopo Bacco e tabacco, 007 rinuncia anche a Venere

Il prossimo James Bond sarà una donna. E, per bruciare le tappe, nera. Trionfa il politicamente corretto anche se sono anni che si è insinuato nello 007 di Ian Fleming: prima ha dovuto smettere di fumare, poi di bere e giocare d'azzardo. E adesso diventa donna. Dovremo assistere a «il mio nome è Jasmine Bond?». 

La nuova interprete di James Bond

E’ ufficiale, il prossimo James Bond sarà una femmina. E, per bruciare le tappe, nera. Sarà anche lesbica? Boh. Chi vivrà (speriamo di no) vedrà. Ian Fleming, creatore del personaggio è, fortunatamente per lui, morto. Può, in ogni caso, riposare in pace, visto che il suo character, pur letterariamente modesto diciamolo, gli aveva permesso di comprarsi addirittura un’isola.

Aveva dedicato molte energie, in effetti, a dimostrare che il suo eroe era uno sciupafemmine, dal momento che gli inglesi non godevano di gran fama in tal senso. Non a caso, quando l’Agente 007 esplose sullo schermo, sulle cronache campeggiava lo scandalo Profumo, il ministro inglese che si dava il bel tempo con la squillo (allora le escort si chiamavano così) Christine Keeler. Il ministro dovette dimettersi, ma il suo cognome la diceva lunga: i latin lovers avevano origini etniche molto lontane dalle brume di Albione. E anche Lashana Lynch, quantunque di cittadinanza britannica, non è di etnia locale.

L’attrice che vestirà i panni di 007 (a proposito, come si presenterà? «Il mio nome è Bond, Jasmine Bond»?) è stata scelta, si dice, per aggiornare la serie e adeguarla allo spirito dei tempi nuovi. Che è, per il momento almeno, femminista. E’ stata notata, leggiamo, per la sua partecipazione al recente film Captain Marvel, ennesimo supereroe Marvel che però al cinema è una donna. Film fischiatissimo, va detto, dalla platea degli spettatori normali, almeno a giudicare dai commenti sul web. Paolo Villaggio avrebbe detto, come per la Corazzata Potemkin: una bojata pazzesca. Ma i fumettomani sono di bocca buona, di solito, anche se ai loro occhi il coloratissimo supereroe (a proposito: quasi tutti i supereroi Marvel sono rosso-blu-bianco, i colori della bandiera americana; pure l’Uomo Ragno) apparve piuttosto grigio.

Leggo sul sito Vice che nel 2018 un video che raccoglieva alcune (per raccoglierle tutte ci sarebbe voluta l’enciclopedia britannica) scene sessiste dei film di 007 era diventato virale, «e aveva spinto molti a chiedersi se il modello su cui si fondavano fosse ormai superato». Non fatichiamo a immaginare chi sia stato a protestare. Il meccanismo è noto: coloro a cui le cose vanno bene così come sono tacciono, mentre a strepitare sono gli altri; così, i commenti al video risultano tutti unidirezionali.

Modello superato? Vabbè, ce ne faremo una ragione e andremo a guardare OSS 117, l’agente Hubert Bonisseur de la Bath recentemente interpretato da Alain Dujardin, premio Oscar per L’artista. Con sprezzo delle contraddizioni, lo stesso sito comunica: «Questi segnali si sono tradotti nella necessità di un ringiovanimento. Il termine “Bond girl,” per esempio, sembra essere stato bandito dal film. Una fonte dal set ha affermato che tutti i personaggi femminili da adesso in poi si chiameranno “Bond woman”». Girl=ragazza, woman=donna. E sarebbe un ringiovanimento? Boh, misteri del politicamente corretto.

E così, insomma, anche James Bond è stato giubilato. Del tutto, adesso. Il primo colpo gli fu dato quando «i tempi» lo costrinsero a smettere di fumare, lui che nei romanzi si faceva preparare sigarette speciali, una miscela di tabacchi balcanici, dal suo sigaraio di fiducia a Londra. Poi dovette diventare astemio. Gli fu permesso solo una volta di tornare al tavolo da gioco, lui che era un accanito frequentatore di casinò, solo per esigenze di servizio (doveva incastrare il cattivo Le Chiffre nel replay di Casino Royal). Ora, con un colpo solo, dopo bacco e tabacco gli si è tolta anche venere, e per riguadagnare il tempo perduto (il politicamente corretto muta continuamente e si fa fatica a stargli dietro) lo si è fatto diventare femmina e pure di colore. I trans non scalpitino in panchina: verrà anche il loro turno. Intanto l’ultimo Bond maschio è in lavorazione a Matera, che ha ormai sostituito Cinecittà. Per i nostalgici.