• NEW YORK E ABORTO

Dolan e quel rimprovero a Cuomo da “pacca sulla schiena”

Dopo un articolo di Cuomo sul New York Times, in cui il governatore si è definito “cattolico romano” e ha incluso Dolan nella “destra religiosa”, l’arcivescovo ha rimproverato il democratico dicendogli che il diritto alla vita del nascituro dovrebbe essere difeso tanto dalla destra che dalla sinistra. Eppure avrebbe potuto fare molto di più ricordando a Cuomo, per il bene della sua anima, che i suoi atti lo pongono fuori dalla comunione con la Chiesa.

Mentre leggevo del cardinale Timothy Dolan, e di come rimproveri ad Andrew Cuomo, governatore dello Stato di New York, di averlo inserito nella “destra religiosa”, mi è venuta in mente una canzone di quando ero molto giovane: Where have all the flowers gone? («Dove sono andati tutti i fiori?»). Una canzone degli anni Sessanta, e il cui ritornello era: When they will ever learn? «Quando mai impareranno?». Già, quando mai impareranno certi uomini di Chiesa, a tutti i livelli?

Scriveva Cuomo in una lettera al New York Times: «Il presidente Trump nel suo discorso sullo stato dell’Unione martedì sera ha attaccato la legge che New York ha approvato il mese scorso, che codifica il diritto di una donna all’aborto, e ha proposto che la legislazione federale riporti ai livelli precedenti le protezioni previste dalla decisione Roe contro Wade del 1973. […]. Da cattolico romano, sono perfettamente a conoscenza delle opinioni fortemente sostenute dalla Chiesa. Tuttavia non credo che i valori religiosi debbano guidare le posizioni politiche […]. Mr. Trump e la destra religiosa [grassetto nostro] stanno spargendo falsità sulla legge di New York per infiammare la loro base».

Il simpatico, sorridente back slapper - lo ha definito un collega americano - uno che ti dà le pacche sulla schiena. Il cardinale Dolan si è seccato con Cuomo. Perché? Lo spiega lui stesso sul sito dell’arcidiocesi di New York: «Oggi, con il vantaggio di giocare in casa sul New York Times, il governatore Cuomo mi ha collegato alla “destra religiosa”», scrive Dolan. «Questo è qualcosa di nuovo da parte del governatore. Non mi considerava parte della “destra religiosa” quando cercava il mio aiuto per l’aumento dei salari minimi, la riforma carceraria, la protezione dei lavoratori immigrati, l’accoglienza di migranti e rifugiati […]. Immagino che in quei casi io facessi parte della “sinistra religiosa”». Dolan cita quindi un governatore democratico come Cuomo, Robert Casey (1932-2000) della Pennsylvania, che sottolineava come i diritti dell’innocente, del bambino nell’utero non sono questione di «destra contro sinistra, ma giusto contro sbagliato».

Il cardinale aggiunge: «Il governatore continua anche con il suo tentativo di ridurre la difesa dei diritti umani del bambino prima della nascita a un “problema cattolico”, un insulto ai nostri alleati di tante religioni, o di nessuna religione. (Diceva) Ancora il governatore Casey: “Non ho ottenuto la mia convinzione pro-vita dalla mia ora di religione in una scuola cattolica, ma dalle mie lezioni di biologia e di Costituzione degli Stati Uniti”».

Da qui la conclusione di Dolan: «La religione professata dal governatore Cuomo insegna che la discriminazione verso i migranti è immorale, anche. Questo vuol dire che il governatore non può permettere che quel principio morale guidi la sua politica pubblica? Chiaramente no. Discutiamo sull’aborto per quello che è. Non nascondiamoci dietro a etichette come “ala destra” e “cattolico”».

Una cara amica che segue le vicende americane mi ha scritto questo commento: «Poverino… ha fatto partecipare associazioni LGBT alla sfilata di Saint Patrick col suo amico De Blasio e ora scopre che i politici lo usano come un taxi». Lapidaria, no? Tanto più che molti cattolici, e qualche vescovo che sa che cosa sia un vescovo, hanno suggerito che forse bisognerebbe dire al governatore Cuomo che con quelle posizioni non è più in comunione con Roma. E per restare al linguaggio sportivo, che il simpatico cardinale Dolan predilige, lo stesso Cuomo gli ha alzato la palla per la schiacciata. Quando il governatore ha scritto: «Da cattolico romano…», il gioviale porporato avrebbe potuto rispondere: «Ascolta, c’è una novità che ti riguarda. Avendo fatto passare una legge che sconfina nell’infanticidio, e avendo ordinato di festeggiare l’avvenimento, quel “cattolico romano” te lo puoi scordare». Sarebbe stato suo diritto; e forse suo dovere, per mandare un segnale di salvezza spirituale a Cuomo, e un segnale di chiarezza ai cattolici che ancora restano a New York.