a cura di Francesco Boezi
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Dimessi altri due preti cileni per abusi

Papa Francesco ha dimesso dalla stato clericale due vescovi cileni accusati di abusi. La comunicazione è arrivata proprio nella giornata in cui Bergoglio ha ricevuto in Vaticano il presidente della nazione sudamericana. Gli ecclesiastici interessati dal provvedimento risultano essere già in pensione: si tratta di Francisco Josè Cox, ex arcivescovo della diocesi di Lorena, e di Marco Antonio Órdenes, che era stato incaricato come presule presso la diocesi di Iquique. Non potranno fare appello a quanto disposto dal pontefice argentino.

La notizia è stata data dalla Santa Sede attraverso il bollettino ufficiale, in cui si può leggere che per tutte e due le vicende è stata applicata una norma del Motu proprio “ Sacramentorum Sanctitatis Tutela”. La Chiesa cattolica ha quindi riconosciuto l’esistenza di evidenze in relazione ad abusi ai danni di minori che sarebbero stati commessi da questi due ex ecclesiastici. A Cox è stato in qualche modo concesso di continuare a far parte dell’Istituto dei padri di Schoenstatt.

La decisione è stata accolta con favore da coloro che, dopo la diffusione della nota stampa relativa al caso McCarrick, si aspettavano una svolta in materia di sanzionamento dei casi riguardanti abusi ai danni di minori, di adulti vulnerabili e di coperture. La prima reazione è arrivata dal Comitato permanente dell’episcopato cileno: “La nostra parola di vicinanza - hanno dichiarato i vescovi del Cile - va a coloro che hanno sofferto l’abuso e il danno causato dai vescovi. A loro, alle loro famiglie e comunità, chiediamo perdono in nome dei vescovi e della Chiesa”. Si ricorderà come, dopo lo scoppio dello scandalo in Cile, l’intero episcopato abbia deciso di rassegnare le proprie dimissioni nelle mani del Santo Padre.