a cura di Riccardo Cascioli
  • Cambogia

Dal 5 giugno è vietato far lavorare i bambini nelle fornaci

Una bambina di nove anni, Chheng Srev Pheak, ha perso un braccio mentre lavorava in una fornace. È successo  in Cambogia, nella provincia sudorientale di Kandal. L’arto della piccola è rimasto incastrato in un macchinario ed è stato necessario amputarlo a causa delle gravi ferite riportate. La polizia e il direttore provinciale del dipartimento del lavoro sostengono che la bambina aiutava i genitori, ma non era costretta a lavorare. Se anche è vero, tuttavia in Cambogia il lavoro minorile è molto diffuso. Padre Luca Bolelli, sacerdote del Pime, ha spiegato ad AsiaNews che soprattutto in contesti di grave povertà non desta scandalo che un bambino lavori: “è normale che i bambini aiutino le famiglie nelle fornaci o nei campi. Questo è dovuto in parte al senso del dovere, dell’obbedienza e del sacrificio, che la cultura locale impone ai figli”. In seguito a questo incidente, però, il governo ha deciso di vietare che i bambini lavorino nelle fornaci. Con la nuova direttiva datata 5 giugno, specifica l’agenzia AsiaNews, i proprietari delle fabbriche di mattoni che impiegano minori rischiano la reclusione. Adesso negli impianti di produzione sono obbligatori cartelli grandi e chiaramente visibili che istruiscono i minori a non entrare nelle strutture; anche il solo accesso di bambini implica accuse penali per i proprietari che non vigilano. L'uso della schiavitù per pagare i debiti – in quanto violazione della libertà dei lavoratori – è  rigorosamente proibito. I padroni dei forni devono provvedere ad una sistemazione gli impiegati e le loro famiglie che vivono lontano dal luogo di lavoro; gli alloggi devo essere circondati da recinti. “Riscontro timidi passi in avanti sul fonte dei diritti dell'infanzia – aggiunge padre Bolelli – ma a mio avviso disposizioni come quelle del ministero sono più che altro imposte dagli standard internazionali di organizzazioni come l'Asean (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico). Grazie all'importanza che il Vangelo riconosce alla dignità umana le comunità cristiane sono impegnate in una preziosa opera di sensibilizzazione. Nelle scuole, sin dall'asilo, ai bambini è rivolta una particolare attenzione; anche a livello liturgico, cerchiamo di coinvolgere i più piccoli nelle attività religiose, per valorizzare la loro esperienza di fede. È necessario contrastare l’idea che chi non produce è inutile per la società”.