• LA SEGNALAZIONE

"Concorso opaco", ombre sul "clan" Melloni in università

"L’intera procedura assume connotati opachi, la composizione della commissione sembra non essere casuale, e potrebbe non aver garantito l’equanimità di giudizio". E' l'accusa con la quale l'Osservatorio indipendente sui concorsi universitari chiede all'ateneo di Modena e Reggio di annullare un concorso dal quale è uscito vincitore come ricercatore il collaboratore alla Scuola di Bologna di Alberto Melloni, docente nello stesso dipartimento e definito "suo allievo" nell'esposto. L'Osservatorio scrive a Anac, Ministero e Università e adombra conflitti di interesse e violazione delle norme anticorruzione. L'università alla Nuova BQ prende tempo: "Il direttore è impegnato".  

Alberto Melloni

Una procedura dai “connotati opachi” e un deficit di trasparenza nella gestione di un concorso universitario che potrebbe prefigurare un conflitto di interessi. Sono pesanti le accuse che l’Osservatorio Indipendente dei Concorsi universitari ha rivolto ad un concorso per ricercatore a tempo determinato presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Sotto accusa la nomina della commissione valutatrice che, stando a quanto descritto nell’osservazione non sembrerebbe avere i necessari requisiti di imparzialità. E avrebbe avvantaggiato un allievo del professor Alberto Melloni, che dello stesso dipartimento di ateneo è docente oltre ad essere segretario plenipotenziario della Fondazione per le Scienze Religiose di Bologna, luogo di provenienza anche del vincitore del concorso.

L’Osservatorio ha scritto il 26 novembre una dettagliata lettera (LEGGI QUI) indirizzata al Rettore dell’ateneo emiliano Oreste Andrisano e per conoscenza al Ministro della Pubblica Istruzione Marco Bussetti e all’Autorità Nazionale Anticorruzione guidata da Giovanni Cantone. Ma anche al prorettore Riccardo Ferretti e al direttore di dipartimento Giorgio Zanetti. 

Oggetto della segnalazione, che in prima battuta dovrà ricevere una risposta dall’università, ma non è escluso che possa avere le attenzioni tanto del ministero che dell’Anac, la nomina di una commissione valutatrice di una procedura di pubblica valutazione per un posto di ricercatore universitario a tempo determinato per le Scienze Religiose presso il dipartimento di Educazione e Scienze Umane.

L’Osservatorio, composto da un gruppo di professori indipendenti, ha ricevuto una segnalazione e, guardate le carte, ha deciso di andare in fondo. La procedura infatti secondo l’autorità indipendente “non ha tenuto conto delle norme Anac e ministeriali contenute nell’aggiornamento 2017 al Piano Nazionale Anticorruzione e nell’Atto di indirizzo dell’allora ministra Fedeli”.

Vediamo nel dettaglio di che cosa si tratta: “La commissione risulta composta dai Professori Francesca Cocchini, Claudio Gianotto, Emanuela Prinzivalli. Due terzi della commissione, ossia i Proff. Cocchini e Gianotto, risultavano già membri, con il Prof. Alberto Melloni (docente di Storia del Cristianesimo presso il Dipartimento di Educazione e Scienze umane UniMoRe), della commissione giudicatrice della Procedura per un posto RTDa, che decretava vincitore nel 2015 il dott. Federico Ruozzi, allievo del prof. Melloni. Gli stessi si sono trovati ora, nel 2018, a giudicare una procedura di valutazione comparativa RTDb nel medesimo SC, nel medesimo SSD, nel medesimo dipartimento e nella medesima università, dalla quale è risultato nuovamente vincitore il dott. Federico Ruozzi”.

In sostanza: l’Osservatorio fa notare all’Ateneo che Ruozzi, definito come allievo di Melloni, ma anche suo principale collaboratore nella Fondazione della cosiddetta Scuola di Bologna, tempio del progressismo cattolico, potrebbe essere stato giudicato da docenti non imparziali.

E attacca: “Non occorre dire che l’intera procedura assume connotati opachi, in quanto la composizione di detta commissione sembra non essere casuale, e potrebbe non aver garantito l’equanimità di giudizio. Tale iter procedurale non tiene inoltre minimamente conto delle raccomandazioni ANAC recepite dall’Atto di indirizzo Fedeli, come abbiamo già ricordato”. 

Le osservazioni però proseguono anche toccando l’aspetto pratico del concorso, dal quale emergono molti sospetti: a cominciare dall’avviso di convocazione dei candidati alla prova orale del 6 novembre scorso che “non riporta i nomi dei candidati ammessi. Inoltre, nel decreto di approvazione degli atti sono citati i verbali della commissione, ma non sono visibili né consultabili il verbale contenente il giudizio dei commissari su tutti i candidati che motiva la scelta di quelli ammessi a colloquio, né il verbale finale, contenente la valutazione analitica dei titoli e delle pubblicazioni dei partecipanti al colloquio secondo i criteri di valutazione adottati, né il punteggio conseguito dal candidato vincitore e dai presenti all’orale”.

Si tratta secondo l’organismo di controllo di un “deficit di trasparenza che va contro quanto previsto dal Decreto legislativo 33/2013 perché i candidati non hanno potuto conoscere i criteri di valutazione della commissione né conoscere il giudizio dato alla propria valutazione dei titoli” i quali ora potrebbero chiedere l’annullamento della commissione per conflitto di interessi.

Accuse circostanziate e gravi, quelle inviate al Rettore, che prefigurano il rischio di un conflitto di interessi nella commissione che ha poi decretato la vittoria dell’allievo di Melloni, Ruozzi. Ed è per questo che l’Osservatorio chiede di annullare in autotutela il concorso e di nominare una nuova commissione a sorteggio presso tutti i professori ordinari. L’Osservatorio non esclude di inviare una formale segnalazione all’Anac. Una procedura simile è avvenuta nell'ottobre scorso all'Università di Bologna dove un concorso per il corso di laurea di storia della filosofia antica è stato annullato dato che la vincitrice è sembrata troppo vicina al docente. 

Le accuse dell’Osservatorio ora sono al vaglio dell’Università che deve rispondere nel merito. Che cosa farà il Rettore? La Nuova BQ ha provato a chiederlo al portavoce dell’Università, ma al momento non è stata fornita alcuna spiegazione: "Il direttore generale è impegnato con i bilanci. Appena sarà possibile verrà informato".