• INTERVISTA/CESANA

«Con Formigoni la Lombardia ha avuto un grande sviluppo»

«I giudici stanno tartassando l'ex governatore, ma nei suoi 18 anni alla guida della Regione Formigoni ha fatto diventare la Lombardia un modello di sussidiarietà con riultati invidiabili nella sanità, nell'educazione, nell'assistenza». Parla Giancarlo Cesana, tra gli organizzatori dell'incontro che stasera presenta il modello Lombardia.

Roberto Formigoni

«Quanto sta accadendo sul piano giudiziario non deve far dimenticare che i 18 anni di governatore di Roberto Formigoni hanno fatto della Lombardia un modello di efficienza e di sussidiarietà che dovrebbe essere imitato, non solo in Italia». A parlare è Giancarlo Cesana, docente di Igiene generale e applicata all’Università degli Studi di Milano Bicocca, un curriculum scientifico di tutto rilievo, tra i fondatori della associazione culturale Esserci che organizza stasera – 3 dicembre - un incontro pubblico a Milano dedicato proprio all’era Formigoni. “La Lombardia della sussidiarietà, un possibile modello per l’Italia”, è il titolo della serata che si svolge al Teatro Rosetum, con molti ospiti che sono stati protagonisti di quella stagione durata dal 1995 al 2013: dall’ex ministro Maria Stella Gelmini all’attuale governatore (leghista) Attilio Fontana.

Professor Cesana, lo scorso settembre Formigoni è stato condannato in secondo grado a 7 anni e sei mesi di reclusione (più la confisca di tutti i beni personali) per corruzione, a conclusione di un’inchiesta sulla sanità lombarda, e ora si attende il giudizio della Cassazione. Un processo che nell’immaginario collettivo ha di fatto cancellato la memoria di quanto fatto in 18 anni dalla Regione Lombardia.
Per questo abbiamo voluto l’incontro di questa sera, oltre che per esprimere pubblica solidarietà a Roberto Formigoni. In questa situazione politica occidentale, oltre che italiana, non si deve dimenticare il modello che la Lombardia è stata in quei 18 anni sotto il profilo della sussidiarietà, nel rispetto della persona, nella valorizzazione delle risorse, nell’attenzione agli anziani e ai nuovi nati, nel campo della sanità.

Solidarietà a Formigoni. Implica anche una contestazione della sentenza che l’ha condannato?
Diciamo che è una sentenza, peraltro aumentata in appello, che lascia perplessi, non capisco francamente questa corruzione. Tanto più difficile da comprendere se è vero che Formigoni risulta l’unico condannato, tutti gli altri imputati sono stati assolti. E in ogni caso la pena appare spropositata.

Torniamo alla Lombardia, come sintetizzerebbe l’era Formigoni?
L’affermarsi di una cultura politica, fondata sulla sussidiarietà. Un principio semplice: chi sta sopra non faccia quello che può fare meglio chi sta sotto, anche meglio. È una modalità di affrontare la situazione di welfare che valorizza le risorse della società. Un modello tanto più urgente oggi quando vediamo che le proposte che si presentano come innovative sono reddito di cittadinanza e una riforma delle pensioni che non tengono conto della situazione in cui siamo. Basti pensare che abbiamo la minor percentuale di occupati dopo Grecia e Turchia.

Quali sono i risultati concreti ottenuti in questi 18 anni?
Anzitutto la sanità, con i grandi ospedali convenzionati; il project financing, ovvero i finanziamenti di privati in cambio di gestione di servizi: pulizie, bar mensa, ovviamente non i servizi sanitari. In questo modo si sono costruiti nuovi ospedali o ristrutturati altri, vedi Bergamo, Como, Vimercate, il Niguarda a Milano e il San Gerardo a Monza. Poi ancora, abbiamo il maggior numero di istituti di cura a carattere scientifico, il maggior numero di enti di ricerca biomedica, perfino in confronto al resto d’Europa. Non è un caso che Milano sia arrivata ad avere l’aspettativa di vita più alta in Italia.
Poi l’educazione: con il buono scuola abbiamo dato un impulso formidabile alla scuola libera. E ancora i voucher per gli anziani, i fondi per aiutare le madri in difficoltà.
Non c’è nessun’altra regione che possa essere paragonata alla Lombardia per i risultati ottenuti. Per questo parliamo di un modello: un paese che vuole superare la crisi e avere un futuro dovrebbe valorizzare le esperienze che tirano.

Ma questo modello è finito con Formigoni?
No, le giunte che sono seguite rappresentano una continuità almeno come princìpi, poi sui risultati si può anche discutere.

Cosa vi aspettate dall’incontro di stasera?
Desideriamo che lasci in chi partecipa la memoria di qualcosa che è avvenuto e ancora avviene, che sia di indicazione per tutti per favorire lo sviluppo della società.