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Comunali, la Lega traina il Centrodestra

Nelle amministrative che si sono tenute in 761 comuni, cresce la Lega. Il consolidamento degli orientamenti emersi dalle urne del 4 marzo è la riprova che il quadro politico si sta stabilizzando anche a livello locale. Anche l'astensione resta molto alta: solo il 61% è andato a votare.

Elezioni comunali a Pisa

I dati relativi allo spoglio delle elezioni amministrative in 761 comuni, di cui 20 città capoluogo di provincia, smentiscono l'idea di un possibile risveglio della partecipazione popolare.

Anzitutto l'affluenza alle urne non cresce, anzi si assesta al 61%. Dunque, dei 6,7 milioni di aventi diritto, un consistente numero avrebbe scelto di esercitare il suo diritto di voto, ma non si è  registrato il boom che le attuali forze di governo auspicavano. E c'è da scommettere che ai ballottaggi, non solo per il probabile caldo estivo, ma anche per l'esclusione di molti candidati civici, quella percentuale di partecipazione alle urne scenderà ulteriormente.

In secondo luogo, emerge una certa conferma dei dati delle elezioni politiche, almeno per quanto riguarda la Lega, che cresce e trascina verso i ballottaggi o addirittura verso la vittoria al primo turno molti candidati sindaci dell'intero centro-destra, soprattutto nel ricco nord-est. Complessivo arretramento invece dei 5 stelle, anche in regioni come la Sicilia, dove alle recenti elezioni regionali avevano fatto un exploit. Ma comparando i voti pentastellati a quelli di 5 anni fa, emerge comunque un'impennata di consensi per i candidati del partito di Di Maio.Certamente, però, i pentastellati rimangono fuori da tutti i ballottaggi che contano.  Il centro-sinistra nel complesso tiene. Prevale al primo turno con la riconferma del proprio sindaco a Brescia, ma perde Terni e rischia di perdere nei ballottaggi molti  comuni attualmente amministrati dai dem.

In particolare l'ascesa del Carroccio, come detto,trainerebbe anche l'intero centrodestra,  visto che gli uomini di Matteo Salvini correvano al fianco di quelli azzurri e appoggiavano i candidati sindaci dell'intera coalizione, favorita peraltro  per la vittoria finale in molti comuni finiti al ballottaggio. La sinistra sembra crollare e, nonostante nelle sfide più importanti si dovrà attendere il ballottaggio fra due domeniche per capire chi possa vincere, emergono già indicazioni precise sulla crisi del Pd, che probabilmente perderà molti di quei 15 comuni capoluogo nei quali attualmente governa. Nel complesso poteva andare anche peggio per il partito del reggente Martina, ma sembra molto lontano il tempo in cui il centro-sinistra aspettava le amministrative proprio per prendersi la rivincita dopo le politiche.

Il generale consolidamento, al primo turno di ieri,degli orientamenti emersi dalle urne del 4 marzo è la riprova che il quadro politico si sta stabilizzando anche a livello locale e che non sono previsti, almeno per ora, ribaltamenti di fronte. Si era detto che l'esito del voto di oggi non avrebbe avuto effetti sulla politica nazionale. Lo si può ribadire senza pericolo di essere contraddetti.Ora l'incognita rimane l'esito dei ballottaggi nelle città capoluogo più importanti. Cosa faranno i 5 stelle nelle sfide al secondo turno nelle quali non avranno i loro candidati da votare? Appoggeranno i candidati del centro-destra o indicheranno ai loro elettori la strada dell'astensione? In caso di probabile debacle dei candidati sindaci di PD e forze di sinistra, si aprirà la resa dei conti all'interno dell'area dem? Dai vantaggi di partenza si capiranno anche le possibili alleanze tra primo e secondo turno. Ad esempio c'è il caso di Imperia, dove l'ex ministro Claudio Scajola,solo contro tutti, appoggiato da raggruppamenti civici, arriva al ballottaggio contro il candidato di centro-destra. Che faranno le terze forze rimaste escluse dal secondo turno? Appoggeranno lui o il suo avversario?