a cura di Benedetta Frigerio
  • Asia Bibi

Colloqui in corso tra Pakistan e Canada per l’espatrio di Asia Bibi

 

Sono in corso trattative tra Pakistan e Canada in merito a una possibile richiesta di asilo da parte di Asia Bibi e dei suoi famigliari. Lo ha rivelato il primo ministro canadese Justin Trudeau il 12 novembre: “ne stiamo parlando con il governo pakistano – ha detto – c’è una situazione interna molto delicata di cui siamo consapevoli e che rispettiamo, ed è perciò che non intendo dire altro, ma voglio ricordare che il Canada è un paese ospitale”. Il giorno successivo lo ha confermato con un tweet il ministro degli esteri pakistano Shah Mehmood Qureshi. “Il ministero degli esteri canadese – Qureshi ha aggiunto – ha apprezzato la coraggiosa decisione della Corte suprema e il discorso positivo del Primo ministro”. Con un secondo tweet il portavoce del ministero degli esteri ha inteso rassicurare sulla sorte della donna cristiana liberata dopo essere stata assolta dall’accusa di blasfemia e trasferita in un luogo segreto per proteggerla dalla collera dei fondamentalisti islamici che ne vogliono la morte: “il ministro Qureshi ha detto che Asia Bibi è una nostra concittadina e il Pakistan rispetta totalmente i suoi diritti legali”. Il timore, dopo le violente manifestazioni di protesta contro l’assoluzione di Asia Bibi che hanno paralizzato le maggiori città del paese per tre giorni, è che la salvezza di Asia e dei suoi famigliari possa essere pagata con rappresaglie cruente contro la minoranza cristiana. Finora la collera dei manifestanti si è rivolta contro le autorità, soprattutto contro i giudici che hanno “offeso” il profeta e l’Islam assolvendo Asia Bibi, ma le comunità cristiane sono in allarme e temono il peggio.