• EUROPA E AUSTERITA'

Cipro: ok agli aiuti. Ma con riserva

Il Parlamento cipriota ha vinto, a metà, la battaglia con la troika per l'accordo che prevedeva il prelievo forzoso dai conti correnti come garanzia di impegno. Dieci miliardi di aiuti europei saranno versati la terza settimana di aprile. Resteranno congelati solo i conti correnti superiori a 100 mila euro.

Cipro

25 marzo 2013, ore 10:22: Michael Sarris, il ministro delle Finanze cipriota, ha ricevuto una buona notizia a notte fonda: il via libero al piano di salvataggio dell'isola da parte dell'Eurogruppo, per un totale di circa 10 miliardi di euro di aiuti. In cambio, si chiede una ristrutturazione del settore bancario, limitando le «misure appropiate» – a detta dell'Eurogruppo –  soltanto ai titolari di depositi superiori ai 100mila euro. L'accordo verrà finalizzato entro la terza settimana di aprile, nel frattempo saranno attivate misure di controllo di capitali.

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19 marzo 2013: Il voto del Parlamento cipriota è stato rinviato. Altre ventiquattr’ore per decidere le sorti del prelievo forzoso deciso dall’Unione Europea come svincolo per sbloccare gli aiuti che permetterebbero di salvare Cipro da una crisi impellente. Il Prelievo forzoso sui conti correnti, altrimenti chiamata, è pari al 10 per cento a chi possiede più di 100 mila euro e del 6,75 per cento circa a chi possiede meno della suddetta cifra. In compenso, ad ogni proprietario di un conto corrente saranno date azioni della banca in cui ha il proprio conto aperto per un valore pari a quello prelevato dallo Stato, in modo da garantire un salvagente attivo nella salvaguardia del sistema bancario isolano.

Le ragioni che hanno deciso la posposizione del voto sono chiare. Da una parte, oggi è festa per il calendario cipriota – è il ”lunedì pulito”, ovvero l’equivalente ortodosso del mercoledì delle ceneri –, dall’altra, si vuole lasciare tempo ai centri di studio economici dell’isola per trovare misure alternative a quella che può essere una ghigliottina sociale per gli abitanti della piccola repubblica. Il presidente Nikos Anastasiadis, da poche settimane a capo del Parlamento della repubblica, non ha timore ad ammettere che la «la situazione [è] di estrema emergenza, come non accadeva dall’invasione turca del 1974».

Intanto l’Europa affonda. Non è infatti senza conseguenze la scelta dell’Unione Europea di richiedere prelievi forzati da parte dei correntisti. Lo spread aumenta, le borse europee sono tutte in negativo. In avvio seduta, ieri, Ftse Mib perdeva 3 punti percentuale, e Banca Popolare quasi 6. La richiesta dell’Ue, qualora accettata, rappresenterebbe un pericoloso precedente che fa tremare i piccoli risparmiatori di tutti i correntisti dei paesi in recessione. La richiesta dell’Unione Europea sembra, poi, assolutamente esagerata. L’aiuto economico richiesto da Cipro arriva a circa 17 miliardi di euro, e dall’iniziativa del prelievo forzato acquisirebbe circa 7 miliardi. Una manovra, a detta di Vladimir Putin, presidente russo, «ingiusta, non professionale e pericolosa».

Le parole del primo cittadino russo non devono stupire. L’attenzione che il colosso economico mostra verso l’isola del Mediterraneo ha ragion d’essere nei grandi giacimenti petroliferi e di gas che risiedono nella sua zona d’estrazione esclusiva (Zee). La Gazprom ha tutto l’interesse a sfruttare l’enorme potenziale della regione, che è però soggetta ad appalti internazionali.

La notizia ha chiaramente allarmato i cittadini di Cipro, che nel weekend si sono recati in massa ai bancomat per ritirare quanto più possibile dai propri conti correnti, aggravando ulteriormente il già precario equilibrio del sistema bancario locale. Dal 2008 Cipro vantava buone condizioni economiche: poca disoccupazione, finanze forti, un valore delle attività bancarie pari circa all’835 per cento dell’intero Pil. Negli ultimi anni Cipro è diventata un “paradiso fiscale” a portata di mano, dove capitali illeciti potevano essere dirottati e mantenuti all’interno di un sistema abbastanza elastico. Solo lo scorso anno la situazione ha iniziato a peggiorare, anche a causa della mancata solvenza del credito da parte della Grecia.

Intanto Gianni Pittella, il vice presidente vicario del Parlamento europeo, fa la voce grossa: «Cipro non merita di essere strangolata con i piani “di salvataggio”. Evidentemente la lezione greca e portoghese e l'ondata di anti-europeismo delle ultime elezioni non sono servite, anzi siamo di fronte a un’escalation di assurde misure rigoriste». Pittella ha poi aggiunto: «L'Ue intervenga con piani di sostegno allo sviluppo e agli investimenti, non addirittura con espropri forzosi sui piccoli correntisti fatti per garantire i bilanci e la restituzione dei debiti alle banche, oppure non ci sarà futuro per questa Unione».