• MEDIA TRASH

    Quando la Tv diventa un processo senza giudici

    Nelle diete mediatiche estive degli italiani c’è da sperare che non ci sia troppo tempo trascorso davanti alla Tv. Chiusi per ferie i Palazzi della politica, telegiornali e talk show  non possono che puntare sulla cronaca nera. Con il solito metodo del processo mediatico, vero e proprio attentato ai diritti umani.  

    • BEATRICE FAZI/ INTERVISTA

    «Ho incontrato Gesù, così mi ha cambiato la vita»

    Beatrice Fazi, nota per aver interpretato il ruolo di Melina in Un medico in famiglia, ha pubblicato Un cuore nuovo – Dal male di vivere alla gioia della fede. L’attrice ripercorre in maniera gustosa e coinvolgente alcuni aspetti della sua vita, che negli ultimi anni ha subito uno stravolgimento dopo l’incontro con il Signore.

    • MUSICA DA DIO

    The Sun, il rock cristiano scala l'hit parade

    Ci sono storie di guarigioni miracolose che interrogano e avvicinano alla domanda sul Mistero della vita. Quando incontro Francesco, mi accorgo subito di parlare con una persona con una “marcia in più”. Il ragazzo ha poco più di trent’anni, ma la sua capacità di ascoltare e comprendere tradisce un’esperienza di vita che va oltre il tempo.  

    • IL CASO

    La Sindone in tv, vince chi fa spettacolo

    La puntata di Porta-a-Porta dedicata alla Sindone, merita una riflessione perché da come è andata si può trarre qualche insegnamento. Nell’ambiente del talk-show non importa chi abbia ragione, ma solo chi è capace di bucare lo schermo. Infatti, in un salotto televisivo l’unico requisito che serve è essere dei polemisti.

    • FILM DA PERDERE

    Vita, morte e miracoli di un brutto Humandroid

    Un robot che diventa uomo in una Johannesburg violentissima del prossimo futuro. E' questa l'ambiziosa idea al centro di Humandroid, la nuova pellicola di fantascienza firmata Neil Bolmkamp. Lo sviluppo è a dir poco superficiale, con una spruzzata di politica e nessuna riflessione su creazione, vita e morte.

    • GENOCIDIO 1915-2015

    Il Padre, occasione sprecata per la memoria degli armeni

    Il Padre, di Fatih Akin, avrebbe potuto essere un caso più unico che raro di memoria del genocidio degli armeni. Ma il regista turco-tedesco la spreca, limitando il dramma storico alla sola prima parte del film e riservando il resto ad un road movie di ricerca di cui si perde anche il senso. 

    • LA SERIE TV 1992

    Tangentopoli, una fiction davvero molto fantasiosa

    É partita martedì e andrà avanti per dieci puntate la fiction in onda su Sky e intitolata 1992. Trattasi di un affresco dell’Italia scossa dall’inchiesta del pool di Mani Pulite e sulla corruzione di Tangentopoli. Ma troppi sono i falsi e gli errori grossolani che finiscono per togliere ogni credibilità alla narrazione dei fatti.

    • PIO XII

    Sfumature di Verità su un Papa incompreso

    La regista Liana Marabini ha scritto e diretto il film-inchiesta Sfumature di Verità per fare luce su Pio XII, per dimostrare come l'azione diplomatica di Papa Pacelli fu determinante per salvare la vita a quasi un milione di ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. La pellicola non approfondisce l'argomentazione della tesi, ma non manca di spunti interessanti. E solleva nuove polemiche.

    • ISLAM E DINTORNI

    La laicità della Rai: solo di sinistra e contro i cattolici

    Nel confronto con l'islam, la cosiddetta laicità non è parte della soluzione, ma anzi parte del problema. Se n'è visto un esempio l'altro giorno in  Restate scomodi, trasmissione pomeridiana di Rairadio1,  vero e proprio monumento al politically correct. Una laicità contro i cattolica e tutta di sinistra.

    • IL FILM

    Ida, alla storia della novizia l'Oscar della grande noia

    Agli Oscar ha vinto come miglior film straniero il polacco Ida, opera in bianco e nero ambientata nella Polonia comunista. Il film racconta il cammino di una giovane novizia: protagonista meriterebbe un premio speciale per la capacità di mantenere la stessa espressione inespressiva per due ore e in tutte le circostanze.

    • HOLLYWOOD

    Oscar 2015: Ida nel paese del politically correct

    Una serie di scelte politicamente corrette ha portato la giuria degli Academy Awards a lasciare Clint Eastwood a mani quasi del tutto vuote. Il regista Iñárritu fa la predica pro-immigrazione e l'attrice Patricia Arquette la fa sul femminismo. Una sola eccezione, dalla Polonia: si chiama Ida

    • IL CASO

    Così la Zanzara rischia di infettare l'informazione

    ll giornalismo, come recitano tutte le carte deontologiche, si basa sul rispetto del principio di trasparenza. Artifici o raggiri nella raccolta delle notizie sono leciti solo a determinate condizioni. Di questo si discute tutte le volte in cui nell’occhio del ciclone finisce la trasmissione La Zanzara, in onda su Radio 24.