a cura di Riccardo Cascioli
  • Global warming

Chi ha paura del cambiamento climatico?

 

Nel 2015 Barack Obama, all’epoca presidente degli Stati Uniti, con un decreto ha ordinato alle istituzioni federali, statali e locali di pianificare la costruzione di infrastrutture per proteggere le zone costiere dall’impatto di inondazioni destinate ad aumentare a causa del cambiamento climatico e di altre minacce. “I danni causati da inondazioni minacciano l’ambiente, il nostro benessere economico, la salute e la sicurezza pubbliche e nell’insieme la sicurezza nazionale” si legge nel decreto. Il presidente accreditava la previsione di un progressivo innalzamento del livello degli oceani causato dal global warming – di 60 centimetri entro la fine del secolo – con conseguenze devastanti per coste già al momento a livello del mare. Ricordando la posizione assunta da Obama durante la presidenza, il professor Franco Battaglia, docente di chimica fisica presso l’università di Modena, ha commentato il suo progetto di acquistare una villa da sogno a Martha’s Vineyard, un’isola del Massachussetts. Si tratta, spiega il professor Battaglia, uno dei ricercatori italiani che contestano la teoria del global warming di origine antropica, di una villa che vale 15 milioni di dollari: oltre 600 mq, in riva all’oceano, immersa in una proprietà di 12 ettari.  Scrive il professore: “l’acquisto sembrerebbe oculato: la famiglia Obama non sta facendo il passo più lungo della propria gamba, posto che gode di un patrimonio di 135 milioni di dollari”. Ma invece l’acquisto non è affatto oculato, almeno se si crede che il livello delle acque stia inesorabilmente crescendo, perché l’intera proprietà è sul livello del mare. “Presidente – conclude Battaglia – la megavilla l’acquisti in montagna, al riparo dalle inondazioni e dal caldo del global warming antropico. O se l’è già dimenticato?”