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Che avrebbe fatto “don Giuss”? Un libro per capire

«Questo è un libro nato dallo stupore e dall’amicizia. La prima domanda che informa questo testo è: “Che cosa avrebbe detto don Giussani? Come si sarebbe comportato in questa mia stessa situazione?». Lo scrivono Gianfranco Amato e Gabriele Mangiarotti, nell’introduzione al loro libro, Per l’Umano & per l’Eterno.

La copertina del libro: Per l'uomo e per l'eterno

È appena uscito in libreria Per l’Umano & per l’Eterno (edizioni Ares, pp. 128), una intervista "virtuale" a don Luigi Giussani curata da don Gabriele Mangiarotti e Gianfranco Amato. Pubblichiamo ampi stralci dell'introduzione.

Abbiamo pubblicato presso Ares Per l’Umano & per l’Eterno, un piccolo saggio che ci introduce a una lettura per noi appassionata e commovente di quanto don Giussani ci ha insegnato: «Non si può dire amo i miei figli permettendo alla società di farne man bassa. Non si può dire: amo la mia famiglia, ci tengo alla mia famiglia, permettendo al costume sociale di distruggerla. Occorre il coraggio di difendere questi riferimenti in pubblico associandosi perché senza l’associarsi la debolezza del singolo o del particolare è travolta da qualsiasi forma di potere» (Intervento di don Giussani durante un incontro con i responsabili del Sidef-Sindacato delle Famiglie, avvenuto il 13/6/1993, pubblicato sul bollettino del Sidef «Dimensione Famiglia» nel n. 84 dell’aprile/maggio 2005).

Questo è un libro nato dallo stupore e dall’amicizia. Quante volte, di fronte a fatti, spesso a difficoltà che abbiamo incontrato, ci siamo ricordati di ciò che don Luigi Giussani aveva detto, in situazioni analoghe. Quante volte ci siamo sentiti per telefono, o tramite un sms, o per e-mail, evidenziando ora una ora un’altra affermazione del Gius– come lo chiamavamo familiarmente – che riusciva sempre a conferire una luce intensissima a quanto stavamo vivendo, grazie a quella sua così speciale adesione a Cristo per cui era e ci aiutava a essere compiutamente figli di Dio, cioè cristiani, uomini nel mondo, ma non di questo mondo. Quante volte ci è sembrato che quella sua parola avesse una forza che superava il momento e la contingenza, anche rispetto alle problematiche più gravi!

Allora, trovandoci davanti alle domande e circostanze di oggi, è nato in noi il desiderio di leggere, prima, e poi di trascrivere ciò che questo nostro grande maestro aveva detto e scritto nell’affrontare questioni e situazioni simili. Integralmente, senza neppure alterare una virgola delle sue parole. E questo dialogo, che pure va definito “virtuale”, ci è sembrato un ulteriore gesto di amicizia sua nei nostri confronti, e nostra nei confronti di chi vorrà fare con noi un pezzo di strada. Naturalmente il nostro primo pensiero va a don Julián Carrón, successore di don Giussani alla guida di Comunione e Liberazione, e agli amici del movimento in cui siamo cresciuti e che amiamo con tutto noi stessi.

Non abbiamo voluto forzare, come in un immaginario letto di Procuste, il dettato del fondatore di Cl. Lo abbiamo sentito vicino – come è sempre stato quando era in vita – al cammino di fede e di presenza che, senza la sua chiarezza, sarebbe risultato per noi più fragile e con meno ragioni convincenti. Rispetto alla grande crisi del tempo presente, che è crisi sociale, religiosa, politica ed economica e di fronte alle difficoltà del nostro vissuto quotidiano nell’affrontare la realtà alla luce della fede, la prima domanda che informa questo testo è: «Che cosa avrebbe detto don Giussani? Come avrebbe risposto lui, come si sarebbe comportato in questa mia stessa situazione?». Le successive domande e le rispettive risposte del Gius danno seguito a questo impulso interiore. Abbiamo, quindi, riportato alcuni pensieri del fondatore con libertà, scegliendo quei passi che ci hanno fatto vibrare, in cui abbiamo trovato argomenti e luce ai nostri quesiti, al nostro travaglio odierno. Non era e non è nostra intenzione manipolare i suoi insegnamenti, e per questo ogni passo è accompagnato da precisi riferimenti bibliografici, affinché il lettore possa reinquadrare ogni parola di don Giussani nel contesto originario. 

Questo libro non ha la pretesa di insegnare niente a nessuno. È espressione e dà testimonianza di un percorso assolutamente personale per noi irrinunciabile: il rapporto che nella comunione dei santi continua con colui che un giorno ci ha affascinato e conquistati a Cristo, iniziando un dialogo costante, personale, che neppure la morte terrena ha potuto interrompere.