• DELITTO E CASTIGO

Carabiniere ucciso, che senso dare alle ingiustizie in Terra

Quando un carabiniere italiano, giovane, cattolicissimo, generoso viene ucciso da due balordi per niente. Quando i balordi in questione sono americani e gli Usa potrebbero sottrarli alla giustizia. Che senso ha questa ingiustizia? Se si crede, bisogna ricordare la lezione di santa Teresa d'Avila, a cui Cristo spiegò che "Le mie vie, non sono le vostre vie"

I funerali a Somma Vesuviana di Mario Cerciello Rega

Quando un corpo di spedizione spagnolo subì una terribile disfatta in terra d’Africa contro i musulmani, santa Teresa d’Avila, che aveva un rapporto diretto con Cristo, protestò con quest’ultimo: Signore, perché hai permesso una cosa del genere? Stiamo parlando della più grande mistica di tutti i tempi dopo la Madonna. Eppure, anche a lei l’indignazione aveva preso la mano. Pare che Cristo le abbia risposto suppergiù così: se ho trovato quei cristiani degni di comparirmi davanti, a te cosa importa? Non sappiamo se quest’episodio sia vero, tuttavia rende l’idea del significato di quel «le mie vie non sono le vostre vie» scritturale. Rimane però comprensibilissimo lo scatto di santa Teresa di fronte a quel che le pareva un’ingiustizia, uno schiaffo immeritato della sorte.

Ebbene, abbiamo un carabiniere italiano, giovane, cattolicissimo, buono, generoso e disponibile, che accompagnava i malati a Lourdes e a Medjugorje, benvoluto da tutti e, a maggior ragione, da quelli che lo avevano più vicino, i colleghi. Ammazzato da due balordi per niente. Sarebbe stato del pari comprensibile se quegli stessi colleghi avessero preso come minimo a pedate nel deretano i due drogati una volta acciuffati. Colleghi, si badi, come noi molto lontani dalla mistica di santa Teresa (che pure, lo abbiamo visto, perse la pazienza). Invece si sono limitati a bendarne e ammanettarne uno. Ora, i credenti (ma occorre esserlo molto) sanno che Dio può aver benissimo stimato degno del Paradiso un giovane come il carabiniere ucciso a Roma (ma anche ai credenti resta l’amaro in bocca). Gli altri, quelli di minore (o nessuna) fede, restano un attimo interdetti quando apprendono che una manina ha creduto bene di scattare di nascosto una foto del bendato e immediatamente divulgarla. Da corte marziale. Ma si rischierebbe di fare del furtivo fotografo un martire del politicamente corretto, e vederlo esaltato come Carola. Infatti, non dimentichiamo il famoso tweet di quell’insegnante-giornalista: «Uno di meno». Propaganda docet, si sposta l’emotività popolare dalla vittima al colpevole e il gioco è fatto. Meno male che c’è un Regno dei Cieli, perché nel regno della terra comandano altri.

Dal punto di vista di quest’ultimo regno, sempre più simile a Mordor, la sfortuna ha voluto che gli assassini del carabiniere fossero cittadini americani. Eh, già ai tempi dell’Impero Romano chi toccava un cittadino romano passava i guai. San Paolo, astutamente, tirava fuori il tesserino quando le cose si mettevano male. E subito si aggiustavano, bastava la parola magica: cives romanus sum. Un impero che ha suoi uomini sparpagliati dovunque nel pianeta, specialmente militari, non può non osservare – e fare osservare - ferreamente questa regola: gli americani non si toccano. Sennò si è costantemente sensibili a ricatti. Giusto. Solo che gli americani hanno anche un – comprensibile anche questo - sentimento di superiorità acquisito in quasi due secoli di supremazia. Ne sanno qualcosa tutti quegli emigrati, soprattutto dagoes, italiani, che appena toccavano il suolo americano e annusavano l’aria si affrettavano a camuffare i loro nomi, anglicizzandoli. Certo, ormai Dino Martino non deve più farsi chiamare Dean Martin, e Silvestro Stallone può limitarsi ad americanizzare il solo nome per comodità di pronuncia. Ma qualcosa deve pur essere rimasto se Robert DeNiro ha preso il posto di Roberto Deniro. E lo si vede anche, per restare in tema, al cinema. Se c’è un film straniero che dimostra di avere una trama di successo, ecco Hollywood farne subito un remake del tutto uguale ma con cast, produzione e regia rigorosamente yankee. Si pensi, per un solo esempio, allo svedese Uomini che odiano le donne. Evidentemente, la versione originale negli Usa la guardano solo i cinefili liberals, ma il popolo, il grande pubblico, vuole l’americanata.

Perciò, per tornare a noi, non ci stupiremo quando oltre Atlantico schioccherà la frusta e dovremo restituire gli americani all’America, come si è fatto per l’incidente del Cermis e per Amanda. Già sui media Usa la foto che spopola  non è quella del carabiniere ucciso (per di più, come da tweet, «espressione poco intelligente, non ci mancherà»), bensì l’altra, col povero ragazzo americano bendato e (inaudito!) ammanettato. Poi interviste, poi un libro e magari un film. E, perché no, ritorno trionfale in Italia, come Amanda appunto, tra qualche anno, ad acque calmate. Mi fanno pena, i non credenti: noi abbiamo santa Teresa e i suoi esempi per consolarci e farci una ragione delle ingiustizie. Ma loro?